Aedes Muratoriana

Nel cuore di Modena sorge la casa di Ludovico Antonio Muratori, sede di un museo e di un centro-studi

Graziella Martinelli Braglia - Istruttore direttivo alle Attività Culturali della Provincia di Modena

Nel cuore della Modena ducale, nella piazzetta della Pomposa, sorge una piccola ma suggestiva "isola" urbana: Ŕ la settecentesca Aedes Muratoriana, la dimora del grande Ludovico Antonio Muratori (Vignola 1672 - Modena 1750), con accanto la chiesa di S. Maria Pomposa di cui lo studioso fu parroco dal 1716 sino alla morte. Nell'Aedes Ŕ allestito il Museo Muratoriano, che rientra nel novero degli oltre cinquanta musei aderenti al Sistema Museale della provincia di Modena. Al di lÓ del portone, il visitatore Ŕ accolto nel quieto giardino con l'antico pozzo, dove il tempo sembra esser rimasto come sospeso. Salite le due rampe di scale, si raggiungono gli ambienti in cui visse Muratori. Gli arredi e gli oggetti a lui legati esprimono un valore non tanto di cimeli quanto di presenze che narrano dei suoi studi e della sua attivitÓ, sia di intellettuale che di ecclesiastico: laureatosi in Filosofia nel 1692 e in Diritto canonico nel 1694, ordinato sacerdote nel 1695, fu dottore della Biblioteca Ambrosiana di Milano dal 1695 al 1700, quindi, rientrato a Modena, Archivista e Bibliotecario dei duchi d'Este. Straordinaria la sua produzione su temi di filosofia, di letteratura, di diritto, e soprattutto di storia: nei dodici volumi degli Annali delineava il profilo storico dell'Italia, tanto da venir definito "padre della storiografia italiana"; nei Rerum Italicarum Scriptores, poderosa opera in ventotto volumi, fondava la moderna metodologia della ricerca storica, basata sullo studio delle fonti documentarie. L'imponente opera muratoriana nelle edizioni originali e i principali lavori critici di commento sono raccolti nelle librerie alle pareti di queste antiche stanze, che custodiscono gli arredi originali: l'inginocchiatoio e il Crocefisso, la poltrona, lo scrittoio con la penna e il calamaio. Ne riemerge una dimensione di studio fisicamente appartata, ma in realtÓ immersa nelle pi¨ vitali correnti della cultura europea di fine Seicento e primo Settecento, come dimostrano i rapporti epistolari che il Muratori intrattenne con oltre duemila corrispondenti, fra cui scienziati e filosofi come Newton, Leibnitz, gli Illuministi. L'iconografia muratoriana Ŕ documentata da una serie di dipinti e di busti, oltre che dalla serie completa delle medaglie coniate in onore del grande studioso; mentre un nucleo di quadri e incisioni di affermati autori modenesi riproduce vedute e scorci dell'Aedes e di altri luoghi legati alla sua biografia. Infine, il fonte battesimale e il registro autografo dei battesimi testimoniano la sua opera sacerdotale e caritativa. La camera da letto conserva ancora la grata che consentiva al Muratori la vista sull'adiacente chiesa. ╚ un piccolo tempio d'origine medievale ricostruito dal 1717 a proprie spese dallo stesso Muratori, che vi Ŕ sepolto in una monumentale tomba di Ludovico Pogliaghi, e che ora si fregia di pregevoli dipinti di due allievi di Guido Reni, Bernardino Cervi e Jean Boulanger, cospicui pittori del Seicento estense. L'edificio Ŕ sede del Centro di Studi Muratoriani e della vitalissima Deputazione di Storia Patria per le Antiche Province Modenesi, dall'intensa produzione bibliografica su temi modenesi e degli antichi Stati Estensi.

La pagina del Sistema Museale dalla Provincia di Modena - pag. 6 [2003 - N.17]

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