Videamus

Maria Rosa Bagnari - Responsabile del Centro Etnografico della Civiltà Palustre di Villanova di Bagnacavallo - Ravenna

In occasione della XII settimana dei beni culturali e ambientali, l'archivio di antropologia visiva del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari e la sezione di antropologia museale dell'Associazione italiana di scienze Etnoantropologiche - in collaborazione col Laboratorio di Tecnologie Audiovisive dell'UniversitÓ di Roma 3, diretto da Roberto Maragliano, e con la societÓ Lynx - ha organizzato per il 15 - 16 aprile 1997 un incontro tra i musei etnoantropologici sul tema della video documentazione museale. L'obiettivo dell'iniziativa denominata VIDEAMUS Ŕ stato quello di verificare le produzioni audiovisive didattiche o documentarie dei musei che si sono impegnati in materia di strumenti didattico - divulgativi visivi, invitandoli a un confronto comune sulle sperimentazioni delle varie realtÓ territoriali nell'ambito dell'antropologia visiva museale, anche in rapporto alle tecnologie multimediali. L'incontro incentrato sulla proiezione e sulla discussione dei materiali prodotti dei vari musei invitati a partecipare, ha avuto luogo nella sala delle conferenze del Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni Popolari di Roma. I documenti visivi pervenuti e presentati costituiscono ancora il primo fondo di antropologia visiva museale (AVIM) presso il MNATP, a disposizione degli utenti e degli operatori museali per soli fini didattici e di studio. Il Centro Etnografico della CiviltÓ Palustre di Villanova di Bagnacavallo ha inviato due video ai seguenti titoli : civiltÓ Palustre 1 "La vita, la gente di un paese" e CiviltÓ Palustre 2 "I Capen" (le costruzioni rurali in canna palustre). Quest'ultimo Ŕ stato per la proiezione : sia il soggetto che il metodo adottato per realizzare tale strumento didattico - documentario, hanno suscitato approvazione e curiositÓ da parte degli operatori presenti, concordi sull'importanza e l'utilitÓ di utilizzare strumenti visivi sia come documenti di archivio che come supporti didattico - divulgativi. Alcune produzioni costituivano una carellata di immagini relative a raccolte private non tematiche, non certo definibili realtÓ museali, ma piuttosto collocabili nell'ambito del collezionismo maniacale che hanno un po' sorpreso diversi operatori alla ricerca di esperienze qualificanti. Pochi consensi e molte riserve hanno ottenuto pure le nuove proposte rivolte alla scuola relative alle moderne tecnologie informatiche. Con questa prima edizione di Videamus, il Museo Nazionale delle Arti e Tradizioni popolari ha inteso offrire un 'occasione di confronto fra le varie esperienze museali realizzare un archivio che conserva nel suo insieme circa 750 documenti videocinematografici. I materiali di diretto riferimento museale giÓ esistenti in archivio sono stati integrati dalle produzioni acquisite nel corso di Videamus e sono disponibili per i musei presenti sul territorio nazionale, offrendo in tal modo un utile strumento di ricerca sui beni culturali demoetnoantropologici.

Appunti dai convegni - pag. 14 [1997 - N.0]

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