Museo della battaglia del Senio - Alfonsine

Musei storici

Piazza Resistenza, 2 48011 Alfonsine
Tel. 0544 84302 Fax 0544 84302
email museodelsenio@racine.ra.it
web https://www.facebook.com/pages/Museo-della-battaglia-del-Senio/60081382073

Museo di Qualita' 2010-2012Museo di Qualita' 2010-2012

Apertura: tutto l'anno, da lunedì a venerdì ore 9-12 e 14-17; dal 16 marzo al 31 maggio anche sabato e domenica ore 9-12 e 15-18. Negli altri mesi il sabato e la domenica è possibile visitare il museo su prenotazione chiamando il numero 347 4628668 (il museo è visitabile entro 30 min. dalla telefonata).
Chiusura: agosto, Natale, Capodanno, Pasqua e 1° maggio
Parcheggio: in Piazza Resistenza

Ingresso gratuito
Accessibile ai diversamente abili

Museo della battaglia del SenioVetrina
È un'istituzione moderna che deriva la propria vocazione da un rilevante evento militare avvenuto alla fine della II Guerra Mondiale, decisivo per le sorti della Campagna d'Italia ma ancor più per i Comuni allineati lungo il corso del fiume Senio, cioè tra la via Emilia che scorre ai piedi dell'Appennino e le Valli di Comacchio nella Romagna settentrionale.

Fondato nel 1981 dal Comune di Alfonsine, dalla Provincia di Ravenna e dalla Regione Emilia Romagna, con il contributo dell'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito Italiano, oltre a documentare la fase finale dell'attacco alla "Linea Gotica", il Museo del Senio è diventato ben presto un Museo del territorio romagnolo durante il periodo dell'ultimo conflitto, saldando l'intreccio dei fatti d'arme con la storia delle popolazioni e dei paesi che furono profondamente segnati da quegli eventi.

Dunque una storia di eserciti, mezzi meccanici, ambiente fisico ed umano che restituisce in tutta la sua complessità gli effetti di una guerra totale e moderna su di un territorio particolare come quello della pianura romagnola solcata da numerosi corsi d'acqua e ancora densa di zone allagate.

In tale contesto il tratto del Senio compreso tra Castelbolognese, Cotignola ed Alfonsine risultò di importanza strategica nei piani militari proprio perché attraversato da numerosi fiumi e dalle più importanti vie di comunicazione verso Nord.

La sosta del fronte bellico per quattro mesi dell'inverno 1944-45 provocò la distruzione pressoché totale di numerosi abitati ed ingenti danni al territorio, ora perfettamente ricomposto ma non dimentico di quel terribile periodo. La rappresentazione di tutto ciò passa evidentemente attraverso le principali fonti iconografiche: le fotografie prodotte degli eserciti, i filmati, le registrazioni sonore dell'epoca, i materiali di propaganda e soprattutto la cartografia storica e didattica, fondamentale per definire la portata degli eventi e per sottrarli ad una facile retorica rievocativa.

Sono inoltre presenti tracce di storia alimentare, sanitaria e tecnologica per documentare quanto sia stato rilevante quel periodo anche da punto di vista della civilizzazione. In questo senso vanno considerati il Ponte Bailey, visitabile nel cortile esterno del Museo, per documentare il fondamentale rapporto tra guerra e territorio, gli strumenti per lo sminamento o gli speciali mezzi anfibi, utilizzati per la prima volta nelle Valli, oltre ai geniali riciclaggi ancora visibili in questi paesi.

All'interno del Museo sono previsti due percorsi tematici relativi al passaggio degli Eserciti Alleati ed alla Resistenza romagnola, oltre ad un'aula attrezzata per le presentazioni audiovisive e didattiche. Le principali collezioni presenti riguardano gli armamenti e le uniformi, le bandiere, gli oggetti più caratteristici che da militari furono riconvertiti per usi civili, nell'indigenza totale che la guerra aveva prodotto in queste zone.Nell'Archivio è conservata una ricca documentazione fotografica ed audiovisiva sulla Guerra in Italia con particolare riferimento alla dimensione regionale fino all'immediato dopoguerra.

Nato e strutturato con una vocazione prevalentemente didattica il Museo del Senio offre su prenotazione visite guidate a gruppi e scolaresche con percorsi di tre o cinque ore. Dall'aprile 1997 affianca l'edificio museale anche la nuova sede dell' Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea della Provincia di Ravenna col suo archivio ricco di oltre 120.

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