Eventi del giorno 30/1/2010

Futurismo coi baffi. La ceramica di Riccardo Gatti a Faenza e il Futurismo faentino - Museo Internazionale delle Ceramiche

Museo Internazionale delle Ceramiche - Faenza

13/11/2009 - 14/02/2010

Solo nei giorni: Mar Mer Gio Ven Sab Dom

II Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza intende ricordare, nell'anno italiano del Futurismo cui tanti musei hanno dedicato e ancora dedicano attenzione e studio, l'opera e l'attività di Riccardo Gatti, ceramista attento e prolifico della cosiddetta seconda generazione futurista, cresciuta localmente, da un lato, dalla prima esperienza romagnola degli anni dieci del XX secolo, dall'altro dall'incontro diretto con i maestri del Futurismo italiano, Marinetti in testa. Come noto, la vicenda artistica del maestro faentino è assai intensa nel biennio 1928/29, in collegamento stretto con Giacomo Balla, disegnatore e progettista, sotto il coordinamento promozionale e vigile di Giuseppe Fabbri, anima del movimento per la ceramica futurista di stampo decorativo e consumistico. Con Riccardo Gatti, già fra i giovanissimi faentini del Cenacolo Baccariniano, perno della produzione ceramica, lavorarono Mario Ortolani con la sua bottega e Anselmo Bucci, il meno conosciuto del gruppo. A dare riconoscimento a Gatti futurista non a caso approdò a Faenza nella sua bottega, nel 1929, anche Tullio d'AlbissoIa, diversamente e ben più lungamente attivo sul fronte futurista delle arti applicate.
La mostra, che non si prefigge di affrontare compiutamente tutte le personalità faentine del movimento (basti pensare all'importanza di Giannette Malmerendi, presente con alcuni dipinti) si propone però di ricreare un contesto artistico minimo di riferimento, contando su presenze tipologicamente diversificate: ceramiche d'uso inprimis, ma anche dipinti, disegni, bozzetti, spolveri, pubblicazioni d'epoca, documenti iconografici, afferenti artisti e personalità dell'arte del fortunato biennio degli anni '10 e '20 del secolo scorso. Basilare l'apporto insostituibile della Bottega Gatti per la presenza di opere originali e di documenti e la partecipazione di collezionisti privati che hanno concesso ampia disponibilità ai prestiti.
Si tratta dunque di una esposizione di non grandi dimensioni, puntata essenzialmente sul maestro ceramista ma contestualizzato nella Faenza del secondo e del terzo decennio del Novecento, quando l'aria futurista spira sulle opere di Roberto Sella, di Giannette Malmerendi, di Grazio Toschi, di Mario Guida Dal Monte e si fa sentire la poetica letteraria dello stesso Toschi e di Armando Cavalli. Testi, opuscoli e opere letterarie del futurismo saranno peraltro presenti in contemporanea anche presso la Biblioteca Manfrediana, che curerà una sezione specifica unendosi al progetto generale dell'iniziativa che comprenderà anche, nell'anno nuovo, due conferenze tematiche rispettivamente sulla ceramica e sulla letteratura futurista faentine, per cura dei Professori Enrico Crispolti dell'Università di Siena e Marco Bazzocchi dell'Università di Bologna.
L'omaggio a Riccardo Gatti è in assonanza con i fantasmi persistenti di Marinetti e di D'Annunzio: di essi, a darne una immagine per l'occasione tutta fantastica, sarà Luigi Ontani con un'opera originale che aprirà la mostra proiettandone il significato oltre la storia fino alla contemporaneità. Dell'artista, che da tempo beneficia il museo con il deposito di sue preziose opere, verrà posizionato nella sala a lui dedicata anche l'ormai famoso NapoleonCentAurOntano. Si tratta per entrambe le opere di lavori faentini realizzati nella bottega che fu di Riccardo Gatti e che, come il vecchio maestro, continua a solcare uno spazio di contemporaneità.

Orari: dal martedì al giovedì 9,30-13,30; dal venerdì alla domenica e festivi 9.30-17.30. Il museo è chiuso: 25 dicembre, 1 gennaio, tutti i lunedì.
Informazioni: info@micfaenza.org

invito.pdf (52,4 KB)

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Francesco Nonni xilografo - Pinacoteca Comunale

Pinacoteca Comunale - Faenza

11/12/2009 - 28/02/2010

Solo nei giorni: Sab Dom

La mostra, curata da Claudio Casadio e Stefano Dirani sono esposte una settantina di xilografie e numerosi documenti che illustrano l'intera attività svolta dall'artista faentino che in questo campo ebbe riconoscimenti a livello nazionale e internazionale.
 
Francesco Nonni, suggestionato dalle opere di poderosi incisori quali De Carolis Costetti, Spadin e Viner che proprio nel primo decennio del Novecento diffusero la xilografia con riviste e mostre, venne tentato da questa disciplina artistica mentre lavorava come intagliatore nella famosa Ebanisteria Casalini a Faenza. Era stato l'amico Domenico Baccarini nel 1902 a fargli conoscere per primo questa particolare tecnica. Sorprendentemente, e in brevissimo tempo, Nonni si affermò come un elegante fregiatore di libri, un adornatore della pagina, e un pioniere della rinascita della decorazione grafica applicata alla stampa con il solo ausilio di sgorbie e taglientissimi bulini che incidevano sulle tavolette di legno.
Nel 1906 incontrò Antonio Beltramelli per il quale iniziò una intensissima attività come illustratore e nello stesso anno partecipò alla Mostra Internazionale di Belle Arti di Milano. Nonni con le sue xilografie fu l'unico incisore su legno presente ed ebbe notevoli riconoscimenti dalla critica.
Nel 1908 partecipò alla Quadriennale d'Arte di Torino che ancora gli valsero il plauso di altri critici. Nonni, divenuto un nome ormai celebre e conteso, partecipò alle mostre italiane più importanti, dall'Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia, alla prima Esposizione Internazionale d'Arte di Roma del 1914, e alle importanti esposizioni europee fino alla pausa forzata con il primo evento bellico mondiale.
Nel 1924 con la rivista "Xilografia", per conto dell'Editore Lega di Faenza, Nonni si propose di raccogliere attorno a sé tutti i migliori xilografi italiani. La rivista uscì mensilmente per due anni consecutivi (1924-1925) presentando dieci xilografie ogni mese e nel 1926 venne pubblicata trimestralmente. L'ultimo fascicolo della rassegna porta trenta xilografie pregevolissime.
Dal 1920 al 1930 Nonni divenne un interprete raffinato dello stile Decò ottenendo continui successi nelle varie esposizioni nazionali e internazionali. Nel 1927 partecipò alla Esposizione Internazionale d'Arte Decorativa di Monza organizzando anche la mostra per la sezione romagnola; le sue xilografie vennero acquistate dalle maggiori gallerie italiane ed estere, poiché era ormai riconosciuto tra i migliori incisori e illustratori italiani.

La mostra rimarrà aperta dall'11 dicembre al 28 febbraio, visitabile negli orari di apertura della Pinacoteca faentina (sabato e domenica dalle 10.00 alle 18.00)

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JURGEN CZASCHKA. BIFFANDO L'ASSOLUTO - Museo Civico delle Cappuccine

Museo Civico delle Cappuccine - Bagnacavallo

12/12/2009 - 28/02/2010

Unanimemente riconosciuto come uno dei più straordinari incisori, viventi, nell'arte del bulino, nel 2002 il viennese Jürgen Czaschka decide di interrompere la sua produzione incisoria e, nel 2007, di donare l'intero corpus al Gabinetto delle Stampe di Bagnacavallo (si tratta di circa trecentocinquanta incisioni, la quasi totalità delle matrici e la serie di libri manoscritti e incisi de Il bulino).
L'imponente collezione, corteggiata sia dalla Biblioteca Nazionale di Vienna che da istituzioni artistiche in Germania e Austria, va così ad arricchire il Gabinetto delle Stampe di Bagnacavallo, luogo prezioso della memoria calcografica contemporanea che Czaschka ha imparato a conoscere e apprezzare attraverso Umberto Giovannini, incisore e storico dell'incisione, che l'artista ha voluto come curatore della mostra e del catalogo.
Da sabato 12 dicembre 2009 alle ore 17 - al Museo delle Cappuccine di Bagnacavallo -, sarà possibile ammirare oltre 130 opere, tra le più rappresentative del percorso artistico di Jürgen Czaschka. Dalle tavole politiche e sociali degli anni Settanta al viaggio sui grandi temi classici: la sua visione dell'Odissea è considerata una delle vette della grafica del Novecento; memorabile poi la serie ispirata al Don Giovanni di Mozart, radicalmente innovativa, fino alle ultime opere dedicate a Francesco d'Assisi, dove la sacralità pare raggiungere il suo apice proprio in virtù del pensiero laico di Czaschka, animo libero da tentazioni apologetiche.
In mostra anche le edizioni de Il bulino, collana editoriale inventata da Czaschka: sono libri con incisioni originali e testi calligrafati da lui stesso in pochissime copie. Mirabile esempio di tenacia nella conquista della bellezza. Una sezione didattica, sulle tecniche utilizzate da Czaschka, che si sviluppa in un percorso attraverso i suoi strumenti, le sue matrici, le prove di stampa, completa doverosamente il viaggio espositivo sull'opera di Jürgen Czaschka. La mostra rimarrà aperta dal 12 dicembre 2009 al 28 febbraio 2010.

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Luca Trevisani. Identity is a cloud. L'identità è come una nuvola - Museo Carlo Zauli

Museo Carlo Zauli - Faenza

12/12/2009 - 31/01/2010

Dal 12 dicembre 2009 al 31 gennaio 2010 negli spazi del Ridotto del Teatro Comunale Masini di Faenza si terrà la mostra personale di Luca Trevisani, organizzata nell'ambito dell'ottava edizione del progetto Residenza d'Artista - workshop di ceramica nell'arte contemporanea, a cura di Daniela Lotta. La mostra, allestita negli spazi del Ridotto del Teatro Comunale, nel centro storico della città, presenta le opere inedite realizzate in ceramica da Luca Trevisani, artista tra i più interessanti della sua generazione. Durante la Residenza l'artista ha lavorato allo sviluppo dei progetti in ceramica insieme ad uno staff tecnico coordinato da maestri ceramisti Emidio Galassi e Aida Bertozzi, e formato da un gruppo di otto studenti selezionati dalle Accademie di Belle Arti di, Bologna, Ravenna e Venezia, oltre che dalle locali scuole: l'Istituto Statale d'Arte per la Ceramica e l'Istituto Superiore per le Industrie Artistiche - ISIA.
Sabato 12 dicembre, dalle ore 19.30, presso gli spazi del Do - Nucleo Culturale sarà allestita la mostra delle ceramiche realizzate dai partecipanti al workshop: Nico Cardin, Valentina Curandi, Andrea Damiani, Melisa Soledad Fassora, Fabio Giarratano, Marco Gobbi, Andrea Nicoloso, Costanza Palmirani.

Info: Museo Carlo Zauli, via della Croce 6 - Faenza
Tel.: 0546 22123 / 339 1544010 / 347 525196 museocarlozauli@gmail.com / www.museozauli.it

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