Eventi del giorno 26/3/2009

L'artista viaggiatore. Da Gauguin a Klee, da Matisse a Ontani - Museo d'Arte della Città

Museo d'Arte della Città - Ravenna

22/02/2009 - 21/06/2009

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Il progetto di mostra dedicato a L'artista viaggiatore, curato da Claudio Spadoni e Tulliola Sparagni e promosso dal Comune di Ravenna, in programma al Mar dal 22 febbraio al 21 giugno 2009, intende presentare i percorsi di alcuni dei più significativi artisti che, affascinati dal mito dell'esotico, hanno viaggiato e vissuto fuori dall'Europa. C'è chi s'entusiasma per le sere tunisine di "una bellezza indescrivibile" (P. Klee), e chi ricordando il mare polinesiano sospira per i "grigi verde giada" delle lagune, per le "eleganti palme" e le "bande di pesci blu, gialli, zebrati di nero" (H. Matisse), trasformando poi lo snorkeling in una fonte d'immagini, e c'è anche chi deprecando il colonialismo, rievoca gli sguardi ostili come di "pantere o leopardi" (E. Nolde) degli indigeni che il bianco l'avrebbero tranquillamente ucciso se avessero potuto e magari mangiato, visto che la zona era nota per il cannibalismo. Nostalgia, desiderio, paura, felicità; quanti sentimenti hanno ispirato ed ancora ispirano quei paesi lontani che tanta letteratura, da Salgari a Chatwin ci hanno avvicinato. Anche gli artisti hanno portato a noi i ricordi, le esperienze e le emozioni dei loro viaggi. Come l'esploratore, da quelli letterari come Ulisse a quelli reali come Marco Polo, James Cook, Jacques Cousteau, anche l'artista partecipa alla mitologia del grande viaggiatore. La mostra vuole così evocare le atmosfere di quattro continenti, Africa, Asia, America Latina e Oceania, attraverso gli occhi degli artisti europei, interessati ora agli splendidi panorami, dai deserti alle barriere coralline, ora alle popolazioni locali e ai loro costumi, ora alla magia dell'architettura orientale.
Il "viaggio" espositivo passa quindi attraverso due movimenti artistici fondamentali per l'arte europea tra Ottocento e Novecento: l'orientalismo e il primitivismo. Inaugurato in Francia, introdotto successivamente in Italia nella seconda metà dell'ottocento, l'orientalismo si afferma al punto da stimolare un'intensa produzione artistica e letteraria, popolata da harem sensuali e serragli d'animali feroci. É però sul finire del XIX secolo, con Gauguin e gli artisti da lui influenzati che il mito dell'esotico si diffonde definitivamente e lo sguardo dell'uomo europeo diventa fatto creativo ed estetico: la vita e l'arte di popoli lontani, i panorami inconsueti, i corpi e i colori di terre distanti dalla geografia culturale dell'Occidente innestano una svolta decisiva nell'arte europea. Introdotto da modelli storici di galeoni, antiche carte geografiche e mappamondi, il percorso inizia dal realismo ottocentesco di Caffi, Ussi, Pasini e Guastalla, le cui opere raccontano e documentano i loro viaggi al seguito di spedizioni diplomatiche nel Medio Oriente e nel Mediterraneo.
Si passa poi attraverso il post-impressionismo di alcuni dei maggiori artisti europei, tra cui Gauguin e le sue suggestioni polinesiane, per giungere all'espressionismo dei tedeschi Nolde e Pechstein e del francese Matisse, in Oceania nel primo decennio del '900. Parallelamente, il Nord Africa suscita l'interesse di artisti come Klee, Macke, Moilliet, a Tunisi nel 1914 e poi ad Hammamet alla ricerca delle potenzialità della luce e del colore; così Kokoschka, in Egitto negli anni '20, e Dubuffet, con i suoi deserti algerini degli anni '50. Protagonisti dell'Informale come Tobey e Mathieu, con le loro derivazioni dal calligrafismo giapponese, ci conducono al continente asiatico, meta condivisa, pur nella diversità dei paesi prescelti e delle esperienze esistenziali ed estetiche, anche da artisti viaggiatori contemporanei come Mondino, Boetti e Ontani.
L'esposizione è arricchita da reportage fotografici storici e da sculture, maschere, oggetti rituali ed etnografici dei luoghi evocati, provenienti dal Museo Nazionale Preistorico ed Etnografico "Luigi Pigorini" di Roma.
La scelta di un tema come quello del viaggio sottolinea la millenaria vocazione di Ravenna: una città dove, ancora oggi, "un'antica vita si screzia in una dolce ansietà d'Oriente", come scriveva Eugenio Montale in "Dora Markus".
Il catalogo, edito da Silvana Editoriale sarà corredato da saggi di Gualtiero Harrison, Tulliola Sparagni, Claudio Spadoni, Marco Antonio Bazzocchi, Norbert Nobis, Anita Beloubeck-Hammer, Jorg Zutter.

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