Eventi del giorno 25/4/2008
La cura del bello. Musei, storie, paesaggi per Corrado Ricci - Museo d'Arte della Città
Museo d'Arte della Città - Ravenna
08/03/2008 - 22/06/2008
Solo nei giorni: Mar Mer Gio Ven Sab Dom

Il Museo d'Arte della città rende omaggio a Corrado Ricci - studioso, museografo, dantista e storico dell'arte - in occasione del 150° anniversario dalla nascita. Si tratta di un progetto espositivo - in collaborazione con il Museo Nazionale di Ravenna e la Biblioteca Classense - che si propone di documentare l'intensa attività dell'intellettuale ravennate rivolta alla tutela del patrimonio sia artistico che naturalistico del nostro Paese. Nato a Ravenna il 18 aprile 1858, iscritto dal 1872 al 1875 nella locale Accademia di Belle Arti, laureato in Giurisprudenza all'Università di Bologna nel 1882, Ricci diventò ben presto una delle personalità più complesse nel panorama della storia dell'arte italiana. La mostra, allestita presso il MAR dal 9 marzo al 22 giugno 2008 - curata da Claudio Spadoni, direttore del MAR - prende avvio dalla ricostruzione di alcuni tra i più importanti interventi di acquisizione di opere d'arte e di riordino museale condotti da Ricci: dalla Galleria di Parma alla Pinacoteca di Brera, dall'Accademia Carrara di Bergamo agli Uffizi, dalle Regie Raccolte napoletane di Capodimonte alla riorganizzazione della Galleria dell'Accademia di Ravenna, di cui la mostra ripropone l'allestimento di una parete della vasta sala, appositamente costrutta nel 1889, coi lucernari. Ai numerosi capolavori antichi e moderni richiesti in prestito ai maggiori musei italiani - circa un centinaio di opere tra cui Barocci, Beccafumi, Bellini, Cagnacci, Carracci, Lotto, Moroni, Parmigianino, Schedoni, Tibaldi, Tura - si aggiunge una sezione dedicata al paesaggio italiano di fine Ottocento che vede in mostra dipinti di artisti coevi: Avondo, Caffi, De Nittis, Fontanesi, Lojacono, Palazzi, Signorini, Zandomeneghi. Una mostra nella mostra, un omaggio all'opera di difesa del patrimonio nazionale svolta da Ricci che, approdato a Roma, fu nominato Direttore Generale per le Antichità e Belle Arti nel 1906, Senatore nel 1923 e Presidente del Consiglio Superiore delle Antichità e Belle Arti nel 1929.
L'esposizione allestita nel Museo d'Arte della città presenta inoltre alcune sculture di proprietà della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, fatte pervenire a Ravenna nel 1919 per volontà di Corrado Ricci con l'intenzione di creare una galleria d'arte moderna anche a Ravenna. Si trattava, in origine, di un nucleo di 39 quadri e 15 sculture consegnate all'Accademia di Belle Arti a titolo di deposito provvisorio, coll'obbligo di curarne la perfetta conservazione e di restituirle ad ogni richiesta. Nel corso degli anni, infatti, molte opere sono state ritirate dalla Galleria Nazionale, che ne è proprietaria, e restituite a Roma in occasione di mostre temporanee ed allestimenti di nuove sale.
Otium... ergo sum - Domus dei Tappeti di Pietra
Domus dei Tappeti di Pietra - Ravenna
15/03/2008 - 05/10/2008
Il Complesso di San Nicolò ospiterà dal prossimo mese di marzo un nuovo importante capitolo nel discorso espositivo che - anno dopo anno - sta portando alla riscoperta di preziose testimonianze del passato romano e bizantino di Ravenna. Dopo le ultime due mostre dedicate a temi di carattere "pubblico" come le grandi basiliche (Santi Banchieri Re) ed i rapporti commerciali e culturali fra Ravenna e l'Alto Adriatico (Felix Ravenna), con il 2008 si torna a scandagliare la dimensione domestica della vita romana d'epoca imperiale, riallacciandosi a Domus del Triclinio e Convivium. Naturalmente, parliamo della vita nelle domus e nelle villae dell'aristocrazia e delle classi privilegiate della società, che hanno lasciato traccia del loro passaggio. Il tema del 2008 è tanto più stimolante quanto più lontano - almeno in apparenza - dalle nostre abitudini contemporanee. Stiamo parlando, infatti, dell'otium, quel complesso di attività intellettuali e meditative, ricreative e ristoratrici, che per i latini dei primi secoli della nostra era rappresentavano non solo un bisogno essenziale, ma anche un elemento fondamentale del loro stile di vita, della loro libertà, della loro tempra morale. Lungi dall'essere disprezzato e demonizzato, l'ozio era considerato come essenziale libertà dagli obblighi del lavoro e dalle preoccupazioni di carattere pubblico - ma non in contrasto con quelle - e quindi come possibilità di dedicarsi sia in ambito domestico sia fuori dalle mura di casa alla cura di sé.
L'otium era lo spazio dell'anima e il luogo dei piaceri del corpo. Una condizione privilegiata e invidiabile. La massima aspirazione per un uomo che fosse in grado di trovare il giusto equilibrio fra la dimensione pubblica e quella privata della vita. A partire da questo approccio, ecco quindi dipanarsi un percorso tematico della mostra all'interno del quale risaltano le tappe dedicate alla vita intellettuale e alla filantropia, alla cura del giardino e all'arte della conversazione, ai giochi, alla cura del corpo alla concezione del tempo. Con due ricche sezioni dedicate alla vita delle matrone e ai giochi dei fanciulli. Il nucleo centrale sarà dedicato ai ritrovamenti archeologici dello scavo di via D'Azeglio a Ravenna (precedenti alla Domus dei Tappeti di Pietra) con pavimentazioni e strutture di una domus di epoca adrianea e di un impianto termale relativo ad una abitazione di III secolo d. C.Orari d'apertura
Lunedì - Domenica: dalle 10.00 alle 18.30
Per informazioni o prenotazioni: tel. 0544-213371 o 0544-36136
Da Berti a Rambelli. L'arte faentina del primo novecento nelle collezioni della Pinacoteca Comunale di Faenza - Pinacoteca Comunale
Pinacoteca Comunale - Faenza
18/04/2008 - 16/11/2008

Nel primo decennio del Novecento la Faenza artistica è stata non solo interessante e vivace, ma anche un punto di riferimento nazionale e di produzione elevatissima. E' il periodo in cui da un lato finiscono la loro attività maestri come Antonio Berti e Tomaso Dalpozzo, mentre la direzione della Pinacoteca Comunale e della scuola di disegno è presa da un altro grande protagonista come Achille Calzi. I protagonisti più brillanti furono però quel gruppo di ragazzi raccolti sotto il genio artistico di Domenico Baccarini, ovvero Ercole Drei, Giovanni Guerrini, Francesco Nonni, Domenico Rambelli, Pietro Melandri, Riccardo Gatti, Giuseppe Ugonia, Orazio Toschi. Una raccolta completa delle opere di questo gruppo di artisti sarà esposta a partire da venerdì 18 aprile 2008 nelle sale della Pinacoteca Comunale con la mostra "Da Berti a Rambelli. L'arte faentina del primo novecento nelle collezioni della Pinacoteca Comunale di Faenza". Con questa esposizione si chiuderanno da un lato le celebrazioni per i cento anni della morte di Domenico Baccarini, per le quali già nel 2007 sono state promosse tre importanti mostre in Pinacoteca, al MIC e al MAR di Ravenna, e si documenterà la produzione degli artisti faentini a partire dalle opere del realismo ottocentesco di Antonio Berti fino a quanto venne esposte nelle mostre d'arte del primo Novecento, compresa la prima mostra d'Arte romagnola delle manifestazioni torricelliane del 1908, e alle opere realizzate negli anni che precedettero la Prima Guerra Mondiale.
La mostra resterà aperta fino al 16 novembre 2008

