Eventi del giorno 24/12/2009

Futurismo coi baffi. La ceramica di Riccardo Gatti a Faenza e il Futurismo faentino - Museo Internazionale delle Ceramiche

Museo Internazionale delle Ceramiche - Faenza

13/11/2009 - 14/02/2010

Solo nei giorni: Mar Mer Gio Ven Sab Dom

II Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza intende ricordare, nell'anno italiano del Futurismo cui tanti musei hanno dedicato e ancora dedicano attenzione e studio, l'opera e l'attività di Riccardo Gatti, ceramista attento e prolifico della cosiddetta seconda generazione futurista, cresciuta localmente, da un lato, dalla prima esperienza romagnola degli anni dieci del XX secolo, dall'altro dall'incontro diretto con i maestri del Futurismo italiano, Marinetti in testa. Come noto, la vicenda artistica del maestro faentino è assai intensa nel biennio 1928/29, in collegamento stretto con Giacomo Balla, disegnatore e progettista, sotto il coordinamento promozionale e vigile di Giuseppe Fabbri, anima del movimento per la ceramica futurista di stampo decorativo e consumistico. Con Riccardo Gatti, già fra i giovanissimi faentini del Cenacolo Baccariniano, perno della produzione ceramica, lavorarono Mario Ortolani con la sua bottega e Anselmo Bucci, il meno conosciuto del gruppo. A dare riconoscimento a Gatti futurista non a caso approdò a Faenza nella sua bottega, nel 1929, anche Tullio d'AlbissoIa, diversamente e ben più lungamente attivo sul fronte futurista delle arti applicate.
La mostra, che non si prefigge di affrontare compiutamente tutte le personalità faentine del movimento (basti pensare all'importanza di Giannette Malmerendi, presente con alcuni dipinti) si propone però di ricreare un contesto artistico minimo di riferimento, contando su presenze tipologicamente diversificate: ceramiche d'uso inprimis, ma anche dipinti, disegni, bozzetti, spolveri, pubblicazioni d'epoca, documenti iconografici, afferenti artisti e personalità dell'arte del fortunato biennio degli anni '10 e '20 del secolo scorso. Basilare l'apporto insostituibile della Bottega Gatti per la presenza di opere originali e di documenti e la partecipazione di collezionisti privati che hanno concesso ampia disponibilità ai prestiti.
Si tratta dunque di una esposizione di non grandi dimensioni, puntata essenzialmente sul maestro ceramista ma contestualizzato nella Faenza del secondo e del terzo decennio del Novecento, quando l'aria futurista spira sulle opere di Roberto Sella, di Giannette Malmerendi, di Grazio Toschi, di Mario Guida Dal Monte e si fa sentire la poetica letteraria dello stesso Toschi e di Armando Cavalli. Testi, opuscoli e opere letterarie del futurismo saranno peraltro presenti in contemporanea anche presso la Biblioteca Manfrediana, che curerà una sezione specifica unendosi al progetto generale dell'iniziativa che comprenderà anche, nell'anno nuovo, due conferenze tematiche rispettivamente sulla ceramica e sulla letteratura futurista faentine, per cura dei Professori Enrico Crispolti dell'Università di Siena e Marco Bazzocchi dell'Università di Bologna.
L'omaggio a Riccardo Gatti è in assonanza con i fantasmi persistenti di Marinetti e di D'Annunzio: di essi, a darne una immagine per l'occasione tutta fantastica, sarà Luigi Ontani con un'opera originale che aprirà la mostra proiettandone il significato oltre la storia fino alla contemporaneità. Dell'artista, che da tempo beneficia il museo con il deposito di sue preziose opere, verrà posizionato nella sala a lui dedicata anche l'ormai famoso NapoleonCentAurOntano. Si tratta per entrambe le opere di lavori faentini realizzati nella bottega che fu di Riccardo Gatti e che, come il vecchio maestro, continua a solcare uno spazio di contemporaneità.

Orari: dal martedì al giovedì 9,30-13,30; dal venerdì alla domenica e festivi 9.30-17.30. Il museo è chiuso: 25 dicembre, 1 gennaio, tutti i lunedì.
Informazioni: info@micfaenza.org

invito.pdf (52,4 KB)

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JURGEN CZASCHKA. BIFFANDO L'ASSOLUTO - Museo Civico delle Cappuccine

Museo Civico delle Cappuccine - Bagnacavallo

12/12/2009 - 28/02/2010

Unanimemente riconosciuto come uno dei più straordinari incisori, viventi, nell'arte del bulino, nel 2002 il viennese Jürgen Czaschka decide di interrompere la sua produzione incisoria e, nel 2007, di donare l'intero corpus al Gabinetto delle Stampe di Bagnacavallo (si tratta di circa trecentocinquanta incisioni, la quasi totalità delle matrici e la serie di libri manoscritti e incisi de Il bulino).
L'imponente collezione, corteggiata sia dalla Biblioteca Nazionale di Vienna che da istituzioni artistiche in Germania e Austria, va così ad arricchire il Gabinetto delle Stampe di Bagnacavallo, luogo prezioso della memoria calcografica contemporanea che Czaschka ha imparato a conoscere e apprezzare attraverso Umberto Giovannini, incisore e storico dell'incisione, che l'artista ha voluto come curatore della mostra e del catalogo.
Da sabato 12 dicembre 2009 alle ore 17 - al Museo delle Cappuccine di Bagnacavallo -, sarà possibile ammirare oltre 130 opere, tra le più rappresentative del percorso artistico di Jürgen Czaschka. Dalle tavole politiche e sociali degli anni Settanta al viaggio sui grandi temi classici: la sua visione dell'Odissea è considerata una delle vette della grafica del Novecento; memorabile poi la serie ispirata al Don Giovanni di Mozart, radicalmente innovativa, fino alle ultime opere dedicate a Francesco d'Assisi, dove la sacralità pare raggiungere il suo apice proprio in virtù del pensiero laico di Czaschka, animo libero da tentazioni apologetiche.
In mostra anche le edizioni de Il bulino, collana editoriale inventata da Czaschka: sono libri con incisioni originali e testi calligrafati da lui stesso in pochissime copie. Mirabile esempio di tenacia nella conquista della bellezza. Una sezione didattica, sulle tecniche utilizzate da Czaschka, che si sviluppa in un percorso attraverso i suoi strumenti, le sue matrici, le prove di stampa, completa doverosamente il viaggio espositivo sull'opera di Jürgen Czaschka. La mostra rimarrà aperta dal 12 dicembre 2009 al 28 febbraio 2010.

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Luca Trevisani. Identity is a cloud. L'identità è come una nuvola - Museo Carlo Zauli

Museo Carlo Zauli - Faenza

12/12/2009 - 31/01/2010

Dal 12 dicembre 2009 al 31 gennaio 2010 negli spazi del Ridotto del Teatro Comunale Masini di Faenza si terrà la mostra personale di Luca Trevisani, organizzata nell'ambito dell'ottava edizione del progetto Residenza d'Artista - workshop di ceramica nell'arte contemporanea, a cura di Daniela Lotta. La mostra, allestita negli spazi del Ridotto del Teatro Comunale, nel centro storico della città, presenta le opere inedite realizzate in ceramica da Luca Trevisani, artista tra i più interessanti della sua generazione. Durante la Residenza l'artista ha lavorato allo sviluppo dei progetti in ceramica insieme ad uno staff tecnico coordinato da maestri ceramisti Emidio Galassi e Aida Bertozzi, e formato da un gruppo di otto studenti selezionati dalle Accademie di Belle Arti di, Bologna, Ravenna e Venezia, oltre che dalle locali scuole: l'Istituto Statale d'Arte per la Ceramica e l'Istituto Superiore per le Industrie Artistiche - ISIA.
Sabato 12 dicembre, dalle ore 19.30, presso gli spazi del Do - Nucleo Culturale sarà allestita la mostra delle ceramiche realizzate dai partecipanti al workshop: Nico Cardin, Valentina Curandi, Andrea Damiani, Melisa Soledad Fassora, Fabio Giarratano, Marco Gobbi, Andrea Nicoloso, Costanza Palmirani.

Info: Museo Carlo Zauli, via della Croce 6 - Faenza
Tel.: 0546 22123 / 339 1544010 / 347 525196 museocarlozauli@gmail.com / www.museozauli.it

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Mostra monografica di Marinella Senatore - Museo d'Arte della Città

Museo d'Arte della Città - Ravenna

20/12/2009 - 17/01/2010

Solo nei giorni: Mar Mer Gio Ven Sab Dom

Il terzo appuntamento di Critica in Arte è in programma sabato 19 dicembre dalle ore 18.00 con l'inaugurazione della mostra di Marinella Senatore a cura di Daniela Bigi.
Nelle sale del MAR Marinella Senatore costruisce un percorso che introduce lo spettatore in atmosfere dal sapore americano: il viaggio comincia in un motel che sembra uscito da un depliant turistico sull'Arizona, o dal set di un film anni Sessanta. ROUTE, l'installazione che ordina la prima sala, si presenta al pubblico come un interno giorno; a pochi metri di distanza, lo stesso ambiente viene proposto da un'altra angolazione e alcune ore dopo; siamo in un interno notte. La dimensione non è descrittiva, il set non è pronto per girare. Lo spazio fisico e quello temporale coincidono in realtà per dar forma ad un'attesa. Come in molti lavori di Senatore, la luce ricopre il ruolo di protagonista, ma impone altresì la presenza dello spettatore come deuteragonista altrimenti il viaggio non può procedere, il circuito mnestico, cui l'artista ci invita, non si può attivare.
Il percorso espositivo prosegue con il lavoro fotografico GENERATION, un passaggio sui luoghi della memoria condotto nel piccolo centro spagnolo di Alaraz, a pochi chilometri da Salamanca, in una aggregazione spontanea di abitanti. Di nuovo un itinerario che per attivare il ricordo si affida a condizioni luministico-temporali opposte, il giorno e la notte, quasi a dirci che la luce può essere vissuta come stimolo primo per la riemersione di quanto archiviamo nel profondo. Questa serie fotografica, più enigmatica di quanto in realtà l'immediata riconoscibilità del soggetto non lasci intendere, ha per altro la funzione di introdurci alla dimensione corale del lavoro dell'artista. La condivisione, infatti, non viene ricercata soltanto sul piano della memoria, personale o collettiva che sia, ma investe l'intero iter progettuale e operativo che conduce all'opera (che si tratti di un video, di una performance, di un'installazione, di una fotografia, ma anche di un quadro). Da diversi anni Senatore realizza i suoi lavori coinvolgendo intere comunità di cittadini oltre che molteplici professionisti di varie discipline, e tutti concorrono, dalla scrittura delle sceneggiature alla costruzione dei set fino all'onere della produzione, alla realizzazione del lavoro. Nel musical SPEAK EASY, che con la sua coloratissima ambientazione in un'America anni Cinquanta anima l'ultima sala del museo, svolgendo una funzione quasi liberatoria rispetto al percorso silenzioso e intimo delle sale precedenti, hanno lavorato circa 1800 cittadini madrileni, di cui 1200 produttori per 1 euro - dall'associazione delle donne arabe che hanno cucito gli abiti insieme agli allievi di costume dell'università, all'associazione dei falegnami in pensione, ai conduttori delle emittenti radio e tanti tanti altri - e tutti hanno contribuito, con uno e due euro, alla produzione del video. Un concept di arte nella sfera pubblica che, supportato da un'estetica esuberante ma controllata con rigore, offre ipotesi di ricerca cui non si può rimanere indifferenti.
L'idea della mostra è dunque quella di offrire una sintesi non solo delle differenti pratiche che sostanziano il fare di Marinella Senatore ma anche dei molteplici piani di discorso nei quali l'artista coinvolge lo spettatore, in un itinerario che dalla sempre problematica dimensione individuale raggiunge una condivisa piattaforma sociale, liberandola a infinite possibilità del fare e del fantasticare.
La mostra rimarrà aperta dal 20 dicembre 2009 al 17 gennaio 2010.
Orari: martedì, giovedì e venerdì 9.00-13.30 / 15.00-18.00, mercoledì e sabato 9.00-13.30, domenica 15.00-18.00, lunedì chiuso (domenica 20 dicembre in occasione della Giornata del Contemporaneo apertura straordinaria dalle 10.00 alle 17.00). Ingreso gratuito.

biografia.pdf (15,9 KB)

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La géante - Museo d'Arte della Città

Museo d'Arte della Città - Ravenna

20/12/2009 - 17/01/2010

Solo nei giorni: Mar Mer Gio Ven Sab Dom

Il Museo d'Arte della città di Ravenna ospiterà fino al 17 gennaio 2010 un'installazione inedita di Antonio Violetta accompagnata dalla musica di Fabrizio Festa dal titolo La géante. L'opera di Violetta e la musica di Festa sono state ispirate dalla celebre poesia La géante di Charles Baudelaire.

Orari mostra: martedì, giovedì, veneerdì: 9.00-13.30, 15.00-18.00; mercoledì e sabato: 9.00-13.30; domenica: 15.00-18.00. Domenica 20 dicembre orario di apertura prolungato 10.00-17.00. Ingresso libero.

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