Eventi del giorno 23/9/2008

Otium... ergo sum - Domus dei Tappeti di Pietra

Domus dei Tappeti di Pietra - Ravenna

15/03/2008 - 05/10/2008

Orfeo con cetra Rimini Museo della città (metà III sec. d. C.)Il Complesso di San Nicolò ospiterà dal prossimo mese di marzo un nuovo importante capitolo nel discorso espositivo che - anno dopo anno - sta portando alla riscoperta di preziose testimonianze del passato romano e bizantino di Ravenna. Dopo le ultime due mostre dedicate a temi di carattere "pubblico" come le grandi basiliche (Santi Banchieri Re) ed i rapporti commerciali e culturali fra Ravenna e l'Alto Adriatico (Felix Ravenna), con il 2008 si torna a scandagliare la dimensione domestica della vita romana d'epoca imperiale, riallacciandosi a Domus del Triclinio e Convivium. Naturalmente, parliamo della vita nelle domus e nelle villae dell'aristocrazia e delle classi privilegiate della società, che hanno lasciato traccia del loro passaggio. Il tema del 2008 è tanto più stimolante quanto più lontano - almeno in apparenza - dalle nostre abitudini contemporanee. Stiamo parlando, infatti, dell'otium, quel complesso di attività intellettuali e meditative, ricreative e ristoratrici, che per i latini dei primi secoli della nostra era rappresentavano non solo un bisogno essenziale, ma anche un elemento fondamentale del loro stile di vita, della loro libertà, della loro tempra morale. Lungi dall'essere disprezzato e demonizzato, l'ozio era considerato come essenziale libertà dagli obblighi del lavoro e dalle preoccupazioni di carattere pubblico - ma non in contrasto con quelle - e quindi come possibilità di dedicarsi sia in ambito domestico sia fuori dalle mura di casa alla cura di sé.

L'otium era lo spazio dell'anima e il luogo dei piaceri del corpo. Una condizione privilegiata e invidiabile. La massima aspirazione per un uomo che fosse in grado di trovare il giusto equilibrio fra la dimensione pubblica e quella privata della vita. A partire da questo approccio, ecco quindi dipanarsi un percorso tematico della mostra all'interno del quale risaltano le tappe dedicate alla vita intellettuale e alla filantropia, alla cura del giardino e all'arte della conversazione, ai giochi, alla cura del corpo alla concezione del tempo. Con due ricche sezioni dedicate alla vita delle matrone e ai giochi dei fanciulli. Il nucleo centrale sarà dedicato ai ritrovamenti archeologici dello scavo di via D'Azeglio a Ravenna (precedenti alla Domus dei Tappeti di Pietra) con pavimentazioni e strutture di una domus di epoca adrianea e di un impianto termale relativo ad una abitazione di III secolo d. C.

Orari d'apertura
Lunedì - Domenica: dalle 10.00 alle 18.30
Per informazioni o prenotazioni: tel. 0544-213371 o 0544-36136

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Da Berti a Rambelli. L'arte faentina del primo novecento nelle collezioni della Pinacoteca Comunale di Faenza - Pinacoteca Comunale

Pinacoteca Comunale - Faenza

18/04/2008 - 16/11/2008

Da Berti a Rambelli

Nel primo decennio del Novecento la Faenza artistica è stata non solo interessante e vivace, ma anche un punto di riferimento nazionale e di produzione elevatissima. E' il periodo in cui da un lato finiscono la loro attività maestri come Antonio Berti e Tomaso Dalpozzo, mentre la direzione della Pinacoteca Comunale e della scuola di disegno è presa da un altro grande protagonista come Achille Calzi. I protagonisti più brillanti furono però quel gruppo di ragazzi raccolti sotto il genio artistico di Domenico Baccarini, ovvero Ercole Drei, Giovanni Guerrini, Francesco Nonni, Domenico Rambelli, Pietro Melandri, Riccardo Gatti, Giuseppe Ugonia, Orazio Toschi. Una raccolta completa delle opere di questo gruppo di artisti sarà esposta a partire da venerdì 18 aprile 2008 nelle sale della Pinacoteca Comunale con la mostra "Da Berti a Rambelli. L'arte faentina del primo novecento nelle collezioni della Pinacoteca Comunale di Faenza". Con questa esposizione si chiuderanno da un lato le celebrazioni per i cento anni della morte di Domenico Baccarini, per le quali già nel 2007 sono state promosse tre importanti mostre in Pinacoteca, al MIC e al MAR di Ravenna, e si documenterà la produzione degli artisti faentini a partire dalle opere del realismo ottocentesco di Antonio Berti fino a quanto venne esposte nelle mostre d'arte del primo Novecento, compresa la prima mostra d'Arte romagnola delle manifestazioni torricelliane del 1908, e alle opere realizzate negli anni che precedettero la Prima Guerra Mondiale.

La mostra resterà aperta fino al 16 novembre 2008

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Ars et Caritas. Opere dalle collezioni della sanità pubblica in provincia di Ravenna - Museo Civico San Rocco

Museo Civico San Rocco - Fusignano

05/09/2008 - 05/10/2008

Solo nei giorni: Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom

Diffuso sul territorio, per lo più custodito in luoghi posti al di fuori dei consueti itinerari museali, il patrimonio d'arte dell'Azienda Sanitaria Locale del territorio ravennate ha grande importanza non solo per la sua straordinaria ricchezza, ma anche per la bellezza e la rarità di tante singole opere. Questa  mostra, promossa dal Comune di Fusignano d'intesa con l'AUSL ravennate e con la consulenza dell'Istituto regionale per i beni culturali, si propone di contribuire alla valorizzazione di  tale patrimonio storicamente legato alle vicende della sanità pubblica in ambito locale,  e a far sì che esso sia conosciuto e direttamente fruito dal grande pubblico.
Provenienti dalle singole collezioni ospedaliere figurano in  esposizione opere "esemplari" in grado di testimoniare specialmente la varietà tipologica dei materiali che compongono le singole raccolte e collezioni.
Risalendo dall'età postrinascimentale fino ai giorni nostri si possono così ammirare grandi pale d'altare e dipinti votivi, ritratti di medici e benefattori, sculture, intagli, ebanisterie, oggetti di culto, suppellettili sacre.
Non mancano, dunque, i motivi di interesse e gli elementi di attrazione della mostra con il suo insieme composito di opere prestigiose e di prodotti dell' artigiano artistico e con i suoi richiami alla storia ed alla più stretta attualità della nostra comunità.
Orari: feriali 15 - 18; festivi 10,30 - 12 e 15 - 18. Dal 5 al 9 Settembre la mostra sarà visibile al pubblico anche dalle 20 alle 22,30. Ingresso libero.

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Bertozzi & Casoni - Museo Internazionale delle Ceramiche

Museo Internazionale delle Ceramiche - Faenza

19/09/2008 - 11/01/2009

Solo nei giorni: Mar Mer Gio Ven Sab Dom

Bertozzi & Casoni è una società in nome collettivo fondata nel 1980 a Imola da Giampaolo Bertozzi (Borgo Tossignano, Bologna, 1957) e da Stefano Dal Monte Casoni (Lugo di Romagna, Ravenna, 1961). Appena terminati gli studi all'Istituto Statale d'Arte per la Ceramica di Faenza, Bertozzi e Casoni partecipano alle manifestazioni che tentano di mettere a fuoco i protagonisti e le ragioni di una "nuova ceramica". Abilità esecutiva e distaccata ironia caratterizzano già le loro prime creazioni in sottile maiolica policroma. Importante è la collaborazione con la Cooperativa Ceramica di Imola dove collaborano come ricercatori nel Centro Sperimentazioni e Ricerche sulla Ceramica. Negli anni Ottanta e Novanta il virtuosismo esecutivo raggiunge nuovi apici tra opere scultoree, intersezioni con il design e realizzazioni per affermati artisti italiani ed europei. Negli anni Novanta emerge nel loro lavoro un aspetto maggiormente concettuale e radicale: la ceramica assume dimensioni sempre maggiori fino a sconfinare nell'iperbole linguistica e realizzativa. La critica e le più importanti gallerie d'arte nazionali e internazionali si interessano al loro lavoro. Le loro sculture, simboliche, irridenti e pervase da sensi di attrazione nei confronti di quanto è caduco, transitorio, peribile e in disfacimento sono diventate icone, internazionalmente riconosciute, di una, non solo contemporanea, condizione umana. Tra surrealismo compositivo e iperrealismo formale, Bertozzi & Casoni indagano i rifiuti della società contemporanea non escludendo quelli culturali: sia quelli del passato che quelli delle tendenze artistiche a noi più vicine. Negli anni Duemila, Bertozzi & Casoni abbandonano l'uso della maiolica per privilegiare, in una sorta di rinnovata "epopea del trash", l'utilizzo di materiali ceramici di derivazione industriale che accrescono il potere ipnotico dei loro lavori divenuti tecnicamente perfetti, ben oltre i risultati, già eccezionali, precedentemente acquisiti. 
Al Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza, Bertozzi & Casoni espongono i loro lavori più recenti e tra questi Riflessione sulla morte, una grande composizione con tre tavolini da bar ricoperti da rifiuti e una Morte con scheletro in argento. La Morte riflette, con riferimenti alla "Melencolia I" di Albrecht Dürer, su se stessa e sul proprio operato. Con Bertozzi & Casoni una delle grandi vie dell'arte della ceramica del Novecento, la scultura tout court, trova, dopo Arturo Martini, Angelo Biancini, Leoncillo, Lucio Fontana e Fausto Melotti, nuove, inedite possibilità.

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