Eventi del giorno 23/6/2009

Franco Gentilini. Anni faentini 1925-1932 - Pinacoteca Comunale

Pinacoteca Comunale - Faenza

03/04/2009 - 28/06/2009

Venerdì 3 aprile alle ore 18,30 presso la Sala assemblee della Banca di Romagna a Faenza verrà inaugurata la mostra Franco Gentilini. Anni faentini 1925-1932 alla presenza di Pietro Baccarini (Presidente Banca di Romagna), Claudio Casadio (Sindaco di Faenza), Giuseppe Appella (Storico dell'arte), Luciana Gentilini (Archivio Franco Gentilini), Claudio Casadio (Direttore Pinacoteca Faenza).
La mostra, ospitata nelle sedi della Banca di Romagna, in Corso Garibaldi 1, e presso la Pinacoteca, in via S. Maria dell'Angelo 9, resterà aperta fino al 28 giugno 2009. La mostra è aperta da sabato 4 aprile a domenica 28 giugno 2009 nelle due sedi della Banca di Romagna in corso Garibaldi 1 e della Pinacoteca Comunale in via Santa Maria dell'Angelo 9.
Nei locali di Banca di Romagna la mostra sarà visibile da lunedì 6 aprile a venerdì 15 maggio 2009 dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle 13 e dalle 15 alle 16.
Nella Pinacoteca Comunale gli orari di apertura sono, in aprile e maggio, il sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 18 e, in giugno, il sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 19.
Da sabato 23 maggio a domenica 28 giugno tutte le opere della mostra saranno visibili nei locali della Pinacoteca Comunale.
L'apertura della Pinacoteca è prevista anche nelle giornate festive del lunedì 13 aprile, venerdì 1 maggio, martedì 2 giugno. Ingresso gratuito. Dal martedì al venerdì sono possibili le visite su prenotazione (tel. 0546 660799, infoçpinacotecafaenza.it) e a pagamento in offerta di € 30 per gruppi minimi di sei persone.

E' appena ventiduenne il giovane Gentilini che nel 1932 lascia definitivamente Faenza per Roma. Nella sua città natale ha imparato a dipingere frequentando la scuola comunale di disegno, dove si diploma nel 1925, e ha fatto apprendistato in due botteghe ceramiche, vivendo non solo una gran passione per il disegno ma dimostrando già il suo talento, riconosciuto ad esempio da Giuseppe Golfieri che era arrivato a possedere 35 suoi dipinti, e coltivando con continuo esercizio e costante pratica le sue capacità. E' artista che riprende la tradizione verista e realista dell'Ottocento nel solco della tradizione classica delle grandi opere rinascimentali sapendo cogliere però le novità dell'epoca, in un documento dell'archivio della Pinacoteca riconosce ad esempio il suo debito verso Degas, impastando le proprie composizioni con le tonalità prese dalla pittura emiliana e da Giovanni Romagnoli in particolare. Nella mostra che la Pinacoteca e Banca di Romagna gli dedicano nel centenario della nascita, in collaborazione con l'archivio Franco Gentilini di Roma, è documentata l'attività svolta dal grande artista faentino nel suo periodo di formazione. Sono più di trenta i dipinti presentati e documentano, con i ritratti, le nature morte, i paesaggi e le scene con ballerine, tutti i soggetti preferiti del periodo. Oltre alla pittura vi sono anche numerosi disegni, due sculture e opere in ceramica. Altre tracce del suo lavoro a Faenza sono nelle sale del Cinema Italia, nel salone della Banca di Romagna e in varie altre case signorili dove collaborò alle decorazioni murali.
 
Nato a Faenza il 4 agosto 1909 Franco Gentilini ha frequentato la Scuola Comunale di Disegno Tommaso Minardi ed è stato apprendista nelle botteghe di ceramica di Pietro Melandri e di Mario Ortolani. Nel 1932, dopo i primi viaggi a Roma e Parigi e la prima partecipazione alla Biennale di Venezia del 1930, si trasferisce definitivamente a Roma. Partecipa regolarmente alle Biennali di Venezia, fino ad avere una sala personale nel 1958 e nel 1966, alle Quadriennali romane e dal dopoguerra espone in numerosissime mostre anche all'estero a partire dalle due personali parigine del 1950 e 1953. Ha una intensa attività anche come illustratore e incisore. Ottiene premi e riconoscimenti di grande prestigio tra cui la nomina ad accademico di San Luca nel 1968 e l'associazione all'Accademia Reale delle Scienze, Lettere e Belle Arti del Belgio nel 1977. Muore a Roma il 5 aprile 1981.

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Scrivere con gusto. Autori e cucina delle case museo della Romagna - Il Cardello

Il Cardello - Casola Valsenio

29/05/2009 - 24/10/2009

Un intrigante viaggio fra i prodotti, i sapori, i piatti della cucina di Romagna, visti attraverso le parole, le immagini, le sensazioni dei suoi scrittori più significativi.
E' questa l'originale proposta che le "Case museo dei poeti e degli scrittori di Romagna" presentano in un ciclo di incontri dal titolo "Scrivere con gusto. Autori e cucina delle case museo della Romagna" (maggio - ottobre 2009).
Nell'estate del 2008 è stata avviata la collaborazione fra questi istituti culturali che conservano le memorie di alcuni dei più illustri autori romagnoli: collaborazione che ha portato alla realizzazione del CD interattivo «La casa sa ch'io sono uno scrittore». Le case museo dei poeti e degli scrittori di Romagna", curato da Dante Bolognesi (direttore di Casa Oriani) e Manuela Ricci (direttrice di Casa Moretti).
Si parla tanto di identità, da noi come altrove, al punto che ogni paese, a nord come a sud della via Emilia, ne rivendica legittimamente una propria. La Romagna è quella che è per mille ragioni, come ogni altra parte d'Italia. Tra queste ragioni vi sono i suoi scrittori, che l'hanno cantata, interpretata, giudicata, anche severamente, talvolta. E anche questo spiega la particolare ricchezza di suggestione e di valori simbolici delle case museo degli scrittori, di questi luoghi della memoria in cui i suoi figli più creativi hanno visto la luce, o sono vissuti, hanno scritto le loro opere, hanno chiuso per sempre gli occhi.
Altre ragioni di questa (come di ogni altra) identità regionale vanno cercate nelle tradizioni alimentari, anch'esse estremamente variegate nel nostro Paese, specchio di un'esperienza storica dominata a lungo dal particolarismo e dalla divisione politica.
Come queste diversi aspetti dell'identità romagnola siano intrecciati è il tema unitario del ciclo di incontri, in cui si alterneranno conversazioni da parte di affermati studiosi, letture, degustazioni.
Si sono svolti a Bellaria e a Cesenatico i primi appuntamenti dedicati a Panzini e Moretti. Seguiranno nelle settimane prossime quelli dedicati a Vincenzo Monti, Renato Serra, Alfredo Oriani, Giovanni Pascoli.
Fanno parte del Comitato di Coordinamento delle Case museo dei poeti e degli scrittori di Romagna i seguenti istituti: Casa Pellegrino Artusi (Forlimpopoli), Casa Vincenzo Monti (Alfonsine), Casa Giovanni Pascoli (San Mauro Pascoli), Casa Alfredo Panzini (Bellaria), Casa Marino Moretti (Cesenatico), Casa Alfredo Oriani - Il Cardello (Casola Valsenio), Casa Renato Serra (Cesena), Casa Aurelio Saffi (Forlì).

locandina.pdf (191,4 KB)

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Pagani Zonda. Arte, design e tecnologia - Museo Internazionale delle Ceramiche

Museo Internazionale delle Ceramiche - Faenza

21/06/2009 - 30/09/2009

Solo nei giorni: Mar Mer Gio Ven Sab Dom

21 giugno - 30 settembre 2009
Inaugurazione: sabato 20 giugno ore 18.30

La presentazione della Zonda della Pagani Automobili si inserisce in un quadro di rinnovate
attenzioni del Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza al mondo del design: un aspetto
della progettualità che in Italia, soprattutto a partire dal secondo dopoguerra, ha dato segni di
grande vitalità e ha espresso figure di notevole rilievo.

Dopo l'evento "Motociclette e ceramiche: fra tecnologia e design (1904-1940)" del 2006, dedicato
all'età d'oro del motociclismo e ad accostamenti con la ceramica futurista, il MIC ospita una delle
esperienze di maggior significato del design italiano in campo automobilistico. Motore creativo del progetto della Zonda è Horacio Pagani, italo-argentino, che inizia giovanissimo a sviluppare progetti di design. Entra da protagonista nel mondo dell'auto realizzando, a 22 anni, una monoposto di Formula 2. Trasferitosi in Italia, lavora in Automobili Lamborghini, contribuendo alla progettazione e allo sviluppo di numerosi modelli tra cui spiccano i famosi Countach Evoluzione, Anniversary e Diablo. Nel 1991 fonda Modena Design, azienda all'avanguardia nell'applicazione dei materiali compositi. Nel 1998 dà vita a Pagani Automobili, marchio con il quale presenta il progetto Zonda, supercar dal design innovativo con carrozzeria interamente realizzata in fibra di carbonio.

Modena Design nasce per rispondere alla crescente richiesta di servizi di design, progettazione,
engineering, costruzione di modelli, stampi e prototipi. Horacio Pagani trasmette al suo gruppo la
passione e un ostinato rigore sul lavoro, coniugando un difficile compromesso tra arte e tecnologia.
La paziente manualità da artisti rinascimentali combinata a tecnologie da F.1 permette a Modena
Design di essere all'avanguardia nella progettazione e nella realizzazione di prodotti in materiali
compositi, il partner ideale per le aziende che operano nei settori commerciali, sportivi e agonistici
in cui la richiesta di soluzioni innovative è in costante crescita. L'esperienza accumulata ed una
incessante ricerca hanno permesso a Modena Design di collaborare con grandi aziende tra cui
Dallara, Ferrari, Aprilia, Berman, Lange e Renault.

In mostra un grandioso esemplare della Zonda e alcuni elementi di particolare e ricercato design cui
non è estranea la ceramica.

CONCORSO: In occasione della mostra verrà data la possibilità a due persone, sorteggiate fra
coloro che compileranno l'apposita cartolina presso la biglietteria del Museo (a partire dalle 17.00
del 20 giugno), di visitare la fabbrica Pagani Automobili e di partecipare ad una prova su strada di
un modello ZONDA, come passeggeri accanto al pilota collaudatore della Pagani. Le due persone
saranno sorteggiate: la prima il giorno 20 giugno, al termine dell'inaugurazione; la seconda nell'ultimo giorno di apertura della mostra.

Fondazione Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza
Viale Baccarini 19 48018 Faenza (Ra)
tel. centralino 0546 697311 tel. bookshop 0546 697308 fax 0546 27141
info@micfaenza.org www.micfaenza.org

Per informazioni e per ricevere materiale promozionale
Jolanda Silvestrini - Redazione MIC
tel. 0546 697316 jolandasilvestrini@micfaenza.org

Ufficio stampa MIC - Coop.Aleph
Alessandro Fogli
tel. 348 4500852 info@alessandrofogli.it

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Petra Weiss. L'argilla di Riva San Vitale - Museo Internazionale delle Ceramiche

Museo Internazionale delle Ceramiche - Faenza

21/06/2009 - 20/09/2009

Solo nei giorni: Mar Mer Gio Ven Sab Dom

21 giugno - 20 settembre 2009
Inaugurazione: sabato 20 giugno ore 18.00

Petra Weiss è nata in Canton Ticino nel 1947 e qui continua a vivere e a lavorare. La sua
formazione si è svolta anche a Faenza, tra il 1966 e il 1970, dove ha collaborato nello studio di
Carlo Zauli. Nel 1967 ottiene, al Concorso Internazionale di Faenza il Premio Industriali di
Ravenna. Tra le consegne del maestro faentino alla giovane ceramista svizzera: la ricerca della
perfezione esecutiva, l'utilizzo dei materiali ad alta temperatura e un solido bagaglio tecnico. Su
queste premesse Petra Weiss ha sviluppato una carriera indipendente e fortemente personale che
ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti a livello internazionale.

Petra Weiss è membro dell'Accademia Internazionale della Ceramica ed è stata, tra il 1980 e il
1984, Presidente dell'Associazione Ceramisti Svizzeri. Sue opere di grande dimensione sono
state collocate alla Banca di Depositi e Gestione di Lugano, nella Casa di Riposo e nella
Gewerbeschule di Emmenbrucke, nella sede Dupont de Nemours di Ginevra e nell'Ospedale
Universitario di Zurigo. Mostre sul suo lavoro sono state organizzate in Europa, in Giappone, in
Canada e negli Stati Uniti.

Da sempre interessata a un materiale quale il grès, Petra Weiss ha recentemente riscoperto la
terra presente e utilizzata a Riva San Vitale per i laterizi, affine a quella da maiolica
tradizionalmente utilizzata a Faenza. Un progetto di mostra che riconnette il suo lavoro con la
lunga storia della ceramica e riporta l'artista nel luogo della sua formazione.

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