Eventi del giorno 17/8/2008
Otium... ergo sum - Domus dei Tappeti di Pietra
Domus dei Tappeti di Pietra - Ravenna
15/03/2008 - 05/10/2008
Il Complesso di San Nicolò ospiterà dal prossimo mese di marzo un nuovo importante capitolo nel discorso espositivo che - anno dopo anno - sta portando alla riscoperta di preziose testimonianze del passato romano e bizantino di Ravenna. Dopo le ultime due mostre dedicate a temi di carattere "pubblico" come le grandi basiliche (Santi Banchieri Re) ed i rapporti commerciali e culturali fra Ravenna e l'Alto Adriatico (Felix Ravenna), con il 2008 si torna a scandagliare la dimensione domestica della vita romana d'epoca imperiale, riallacciandosi a Domus del Triclinio e Convivium. Naturalmente, parliamo della vita nelle domus e nelle villae dell'aristocrazia e delle classi privilegiate della società, che hanno lasciato traccia del loro passaggio. Il tema del 2008 è tanto più stimolante quanto più lontano - almeno in apparenza - dalle nostre abitudini contemporanee. Stiamo parlando, infatti, dell'otium, quel complesso di attività intellettuali e meditative, ricreative e ristoratrici, che per i latini dei primi secoli della nostra era rappresentavano non solo un bisogno essenziale, ma anche un elemento fondamentale del loro stile di vita, della loro libertà, della loro tempra morale. Lungi dall'essere disprezzato e demonizzato, l'ozio era considerato come essenziale libertà dagli obblighi del lavoro e dalle preoccupazioni di carattere pubblico - ma non in contrasto con quelle - e quindi come possibilità di dedicarsi sia in ambito domestico sia fuori dalle mura di casa alla cura di sé.
L'otium era lo spazio dell'anima e il luogo dei piaceri del corpo. Una condizione privilegiata e invidiabile. La massima aspirazione per un uomo che fosse in grado di trovare il giusto equilibrio fra la dimensione pubblica e quella privata della vita. A partire da questo approccio, ecco quindi dipanarsi un percorso tematico della mostra all'interno del quale risaltano le tappe dedicate alla vita intellettuale e alla filantropia, alla cura del giardino e all'arte della conversazione, ai giochi, alla cura del corpo alla concezione del tempo. Con due ricche sezioni dedicate alla vita delle matrone e ai giochi dei fanciulli. Il nucleo centrale sarà dedicato ai ritrovamenti archeologici dello scavo di via D'Azeglio a Ravenna (precedenti alla Domus dei Tappeti di Pietra) con pavimentazioni e strutture di una domus di epoca adrianea e di un impianto termale relativo ad una abitazione di III secolo d. C.Orari d'apertura
Lunedì - Domenica: dalle 10.00 alle 18.30
Per informazioni o prenotazioni: tel. 0544-213371 o 0544-36136
Da Berti a Rambelli. L'arte faentina del primo novecento nelle collezioni della Pinacoteca Comunale di Faenza - Pinacoteca Comunale
Pinacoteca Comunale - Faenza
18/04/2008 - 16/11/2008

Nel primo decennio del Novecento la Faenza artistica è stata non solo interessante e vivace, ma anche un punto di riferimento nazionale e di produzione elevatissima. E' il periodo in cui da un lato finiscono la loro attività maestri come Antonio Berti e Tomaso Dalpozzo, mentre la direzione della Pinacoteca Comunale e della scuola di disegno è presa da un altro grande protagonista come Achille Calzi. I protagonisti più brillanti furono però quel gruppo di ragazzi raccolti sotto il genio artistico di Domenico Baccarini, ovvero Ercole Drei, Giovanni Guerrini, Francesco Nonni, Domenico Rambelli, Pietro Melandri, Riccardo Gatti, Giuseppe Ugonia, Orazio Toschi. Una raccolta completa delle opere di questo gruppo di artisti sarà esposta a partire da venerdì 18 aprile 2008 nelle sale della Pinacoteca Comunale con la mostra "Da Berti a Rambelli. L'arte faentina del primo novecento nelle collezioni della Pinacoteca Comunale di Faenza". Con questa esposizione si chiuderanno da un lato le celebrazioni per i cento anni della morte di Domenico Baccarini, per le quali già nel 2007 sono state promosse tre importanti mostre in Pinacoteca, al MIC e al MAR di Ravenna, e si documenterà la produzione degli artisti faentini a partire dalle opere del realismo ottocentesco di Antonio Berti fino a quanto venne esposte nelle mostre d'arte del primo Novecento, compresa la prima mostra d'Arte romagnola delle manifestazioni torricelliane del 1908, e alle opere realizzate negli anni che precedettero la Prima Guerra Mondiale.
La mostra resterà aperta fino al 16 novembre 2008

