Eventi del giorno 15/3/2008
La cura del bello. Musei, storie, paesaggi per Corrado Ricci - Museo d'Arte della Città
Museo d'Arte della Città - Ravenna
08/03/2008 - 22/06/2008
Solo nei giorni: Mar Mer Gio Ven Sab Dom

Il Museo d'Arte della città rende omaggio a Corrado Ricci - studioso, museografo, dantista e storico dell'arte - in occasione del 150° anniversario dalla nascita. Si tratta di un progetto espositivo - in collaborazione con il Museo Nazionale di Ravenna e la Biblioteca Classense - che si propone di documentare l'intensa attività dell'intellettuale ravennate rivolta alla tutela del patrimonio sia artistico che naturalistico del nostro Paese. Nato a Ravenna il 18 aprile 1858, iscritto dal 1872 al 1875 nella locale Accademia di Belle Arti, laureato in Giurisprudenza all'Università di Bologna nel 1882, Ricci diventò ben presto una delle personalità più complesse nel panorama della storia dell'arte italiana. La mostra, allestita presso il MAR dal 9 marzo al 22 giugno 2008 - curata da Claudio Spadoni, direttore del MAR - prende avvio dalla ricostruzione di alcuni tra i più importanti interventi di acquisizione di opere d'arte e di riordino museale condotti da Ricci: dalla Galleria di Parma alla Pinacoteca di Brera, dall'Accademia Carrara di Bergamo agli Uffizi, dalle Regie Raccolte napoletane di Capodimonte alla riorganizzazione della Galleria dell'Accademia di Ravenna, di cui la mostra ripropone l'allestimento di una parete della vasta sala, appositamente costrutta nel 1889, coi lucernari. Ai numerosi capolavori antichi e moderni richiesti in prestito ai maggiori musei italiani - circa un centinaio di opere tra cui Barocci, Beccafumi, Bellini, Cagnacci, Carracci, Lotto, Moroni, Parmigianino, Schedoni, Tibaldi, Tura - si aggiunge una sezione dedicata al paesaggio italiano di fine Ottocento che vede in mostra dipinti di artisti coevi: Avondo, Caffi, De Nittis, Fontanesi, Lojacono, Palazzi, Signorini, Zandomeneghi. Una mostra nella mostra, un omaggio all'opera di difesa del patrimonio nazionale svolta da Ricci che, approdato a Roma, fu nominato Direttore Generale per le Antichità e Belle Arti nel 1906, Senatore nel 1923 e Presidente del Consiglio Superiore delle Antichità e Belle Arti nel 1929.
L'esposizione allestita nel Museo d'Arte della città presenta inoltre alcune sculture di proprietà della Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, fatte pervenire a Ravenna nel 1919 per volontà di Corrado Ricci con l'intenzione di creare una galleria d'arte moderna anche a Ravenna. Si trattava, in origine, di un nucleo di 39 quadri e 15 sculture consegnate all'Accademia di Belle Arti a titolo di deposito provvisorio, coll'obbligo di curarne la perfetta conservazione e di restituirle ad ogni richiesta. Nel corso degli anni, infatti, molte opere sono state ritirate dalla Galleria Nazionale, che ne è proprietaria, e restituite a Roma in occasione di mostre temporanee ed allestimenti di nuove sale.
Quattro appuntamenti musicali al Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza in collaborazione con l'Accademia Pianistica Internazionale di Imola - Museo Internazionale delle Ceramiche
Museo Internazionale delle Ceramiche - Faenza
15/03/2008
Il MIC ospiterà quattro concerti di musica classica suonati con pregevoli e antichi pianoforti, uno al mese a partire dal 15 dicembre, con cadenza mensile, presso la sala delle Ceramiche Classiche. Un pianoforte al quale si affiancano, di volta in volta, il violoncello, la viola ed il flauto. Si parte con il duo: Maria Semeraro al pianoforte accompagnata dal violoncello di Andrea Favalessa, musiche di Brams e Miaskovsky.E' una collaborazione di grande prestigio, quella che si è stabilita fra il Museo Internazionale delle Ceramiche e l'Accademia Pianistica Internazionale "Incontri col Maestro" di Imola, due realtà che si muovono su piani diversi ma con l'unico intento di divulgare il piacere che solo l'arte, esercitata ai massimi livelli, è in grado di dare.
Dell'Accademia Pianistica Internazionale è difficile dire cose che già non siano conosciute, data la fama che la scuola di alto perfezionamento ha raggiunto in tutto il mondo nei suoi quasi vent'anni di attività. Già la sua nascita avvenne sotto i migliori auspici. Ad inaugurarla, infatti, fu un concerto di Vladimir Ashkenazy, grande pianista e Direttore (celebre la sua incisione dei "Quadri di una esposizione" di Mussorsky nella duplice versione per piano solo e per orchestra) che nell'occasione venne insignito della Presidenza Onoraria.
Da allora L'Accademia ha fatto incetta di premi a tutti i più importanti Concorsi Internazionali, spesso piazzando propri allievi anche in posizioni di rincalzo, come è accaduto in alcune edizioni del severissimo Premio Busoni di Bolzano che spesso non assegna il 1° posto, vinto nel 1991 da Roberto Cominati e nel 2001 da Alexander Romanovsky, entrambi allievi della Scuola Imolese. E' notizia recentissima che nella edizione 2007 del Premio Venezia, riservato a pianisti diplomatisi con il massimo dei voti nel 2006, l'Accademia ha addirittura guadagnato il 1°, il 3° ed il 5° posto, confermandosi una delle Scuole di perfezionamento di livello più elevato nel Paese.
A questa rigogliosa attività didattica l'Accademia ne affianca una espositiva forse di minor clamore ma altrettanto prestigiosa. Palazzo Sassatelli, ad Imola, ospita infatti il Museo del Pianoforte comprendente oltre settanta strumenti la cui datazione parte dal XVII secolo, quindi dai precursori dei pianoforti attuali, ovvero cembali, fortepiani, ma anche strumenti a coda o a tavolo, spesso riccamente decorati e provenienti dalle manifatture preferite da Haydn, Mozart, Beethoven, Shubert, Shumann, etc.
L'Accademia Pianistica Internazionale è una ONLUS, ovvero una Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale: la sua attività si basa infatti in massima parte sulle borse di studio che soggetti privati o pubblici mettono a disposizione degli allievi. Su questa base si è stabilita la collaborazione col MIC che sosterrà gli studi di quattro giovani pianisti e, nel contempo, ospiterà quattro concerti che si terranno a partire dal 15 dicembre, con cadenza mensile, presso la sala delle Ceramiche Classiche. Il trait d'union fra le quattro manifestazioni è costituito dal pianoforte al quale si affiancano, di volta in volta, il violoncello, la viola ed il flauto in una intesa di timbri e di colori per la quale i più grandi autori musicali hanno scritto pagine bellissime.
Sabato 15 marzo h18: Matteo Evangelisti, flauto; Irene Veneziano, pianoforte
Otium... ergo sum - Domus dei Tappeti di Pietra
Domus dei Tappeti di Pietra - Ravenna
15/03/2008 - 05/10/2008
Il Complesso di San Nicolò ospiterà dal prossimo mese di marzo un nuovo importante capitolo nel discorso espositivo che - anno dopo anno - sta portando alla riscoperta di preziose testimonianze del passato romano e bizantino di Ravenna. Dopo le ultime due mostre dedicate a temi di carattere "pubblico" come le grandi basiliche (Santi Banchieri Re) ed i rapporti commerciali e culturali fra Ravenna e l'Alto Adriatico (Felix Ravenna), con il 2008 si torna a scandagliare la dimensione domestica della vita romana d'epoca imperiale, riallacciandosi a Domus del Triclinio e Convivium. Naturalmente, parliamo della vita nelle domus e nelle villae dell'aristocrazia e delle classi privilegiate della società, che hanno lasciato traccia del loro passaggio. Il tema del 2008 è tanto più stimolante quanto più lontano - almeno in apparenza - dalle nostre abitudini contemporanee. Stiamo parlando, infatti, dell'otium, quel complesso di attività intellettuali e meditative, ricreative e ristoratrici, che per i latini dei primi secoli della nostra era rappresentavano non solo un bisogno essenziale, ma anche un elemento fondamentale del loro stile di vita, della loro libertà, della loro tempra morale. Lungi dall'essere disprezzato e demonizzato, l'ozio era considerato come essenziale libertà dagli obblighi del lavoro e dalle preoccupazioni di carattere pubblico - ma non in contrasto con quelle - e quindi come possibilità di dedicarsi sia in ambito domestico sia fuori dalle mura di casa alla cura di sé.
L'otium era lo spazio dell'anima e il luogo dei piaceri del corpo. Una condizione privilegiata e invidiabile. La massima aspirazione per un uomo che fosse in grado di trovare il giusto equilibrio fra la dimensione pubblica e quella privata della vita. A partire da questo approccio, ecco quindi dipanarsi un percorso tematico della mostra all'interno del quale risaltano le tappe dedicate alla vita intellettuale e alla filantropia, alla cura del giardino e all'arte della conversazione, ai giochi, alla cura del corpo alla concezione del tempo. Con due ricche sezioni dedicate alla vita delle matrone e ai giochi dei fanciulli. Il nucleo centrale sarà dedicato ai ritrovamenti archeologici dello scavo di via D'Azeglio a Ravenna (precedenti alla Domus dei Tappeti di Pietra) con pavimentazioni e strutture di una domus di epoca adrianea e di un impianto termale relativo ad una abitazione di III secolo d. C.Orari d'apertura
Lunedì - Domenica: dalle 10.00 alle 18.30
Per informazioni o prenotazioni: tel. 0544-213371 o 0544-36136
Selvatico. Rassegna di campagna 6 - Museo Civico San Rocco
Museo Civico San Rocco - Fusignano
15/03/2008 - 13/04/2008
Solo nei giorni: Mar Mer Gio Ven Sab Dom
inaugurazione con buffet e musica Domenica 15 Marzo a Cotignola ore 15.30 a Lugo ore 17.00 e a Fusignano Museo Civico San Rocco alle ore 18.30
Fusignano ospita la sezione Preghiere e sortilegi
Artisti : Vanni Spazzoli + Chiara Lecca + Sara Guberti / Loretta Zaganelli + Stefano Mino + Meris Cenni + Ana Hillar / Silvia de Martin + Franco Stanghellini / Alberto Biagetti + Valerio Vasi / Tania Flamigni + Fiorenza Pancino + Amanda Chiarucci + Simone Pelliconi /
Il sesto episodio artistico della rassegna Selvatico, ha come sottotitoli Nidi / Campi di battaglia / Preghiere e sortilegi e prende origine dalle suggestioni e richiami provenienti dai tre spazi espositivi ossia Palazzo Sforza a Cotignola, le Pescherie della Rocca a Lugo ed il Museo Civico S. Rocco a Fusignano.
Il Museo Civico S. Rocco di Fusignano è un ex ospedale: qui preghiere e sortilegi come a definire questa storia e piccolo viaggio affollato di presenze e immagini. La fotografia è il linguaggio guida; non solo verso il passato, che è comunque fortemente identitario per questa sezione. La memoria in Preghiere e sortilegi permette l'approdo a ciò che non è quotidiano e abituale: altre voci e altri modi di vedere. La poetica dell'ex voto; l'arte come narrazione e tentativo di salvare e riportare racconti: preghiera e messaggio a cui ci affidiamo per riparare gli sfregi; talvolta tra sciamanesimi, animismi e piccole magie.
Il Museo civico S. Rocco ospita al piano terreno la preziosa raccolta di targhe devozionali della Collezione Baroni, che accoglierà l'intervento, partecipe di alcuni di questi artisti, a rinsaldare ulteriormente il legame con i luoghi e con punti di vista che fanno dell'intersezione e della lateralità una delle prospettive più vivaci del progetto.
Orari di visita alla mostra: ore 15.30-19 - Chiuso il Lunedì. Ingresso libero

