Eventi del giorno 13/2/2010

Futurismo coi baffi. La ceramica di Riccardo Gatti a Faenza e il Futurismo faentino - Museo Internazionale delle Ceramiche

Museo Internazionale delle Ceramiche - Faenza

13/11/2009 - 14/02/2010

Solo nei giorni: Mar Mer Gio Ven Sab Dom

II Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza intende ricordare, nell'anno italiano del Futurismo cui tanti musei hanno dedicato e ancora dedicano attenzione e studio, l'opera e l'attività di Riccardo Gatti, ceramista attento e prolifico della cosiddetta seconda generazione futurista, cresciuta localmente, da un lato, dalla prima esperienza romagnola degli anni dieci del XX secolo, dall'altro dall'incontro diretto con i maestri del Futurismo italiano, Marinetti in testa. Come noto, la vicenda artistica del maestro faentino è assai intensa nel biennio 1928/29, in collegamento stretto con Giacomo Balla, disegnatore e progettista, sotto il coordinamento promozionale e vigile di Giuseppe Fabbri, anima del movimento per la ceramica futurista di stampo decorativo e consumistico. Con Riccardo Gatti, già fra i giovanissimi faentini del Cenacolo Baccariniano, perno della produzione ceramica, lavorarono Mario Ortolani con la sua bottega e Anselmo Bucci, il meno conosciuto del gruppo. A dare riconoscimento a Gatti futurista non a caso approdò a Faenza nella sua bottega, nel 1929, anche Tullio d'AlbissoIa, diversamente e ben più lungamente attivo sul fronte futurista delle arti applicate.
La mostra, che non si prefigge di affrontare compiutamente tutte le personalità faentine del movimento (basti pensare all'importanza di Giannette Malmerendi, presente con alcuni dipinti) si propone però di ricreare un contesto artistico minimo di riferimento, contando su presenze tipologicamente diversificate: ceramiche d'uso inprimis, ma anche dipinti, disegni, bozzetti, spolveri, pubblicazioni d'epoca, documenti iconografici, afferenti artisti e personalità dell'arte del fortunato biennio degli anni '10 e '20 del secolo scorso. Basilare l'apporto insostituibile della Bottega Gatti per la presenza di opere originali e di documenti e la partecipazione di collezionisti privati che hanno concesso ampia disponibilità ai prestiti.
Si tratta dunque di una esposizione di non grandi dimensioni, puntata essenzialmente sul maestro ceramista ma contestualizzato nella Faenza del secondo e del terzo decennio del Novecento, quando l'aria futurista spira sulle opere di Roberto Sella, di Giannette Malmerendi, di Grazio Toschi, di Mario Guida Dal Monte e si fa sentire la poetica letteraria dello stesso Toschi e di Armando Cavalli. Testi, opuscoli e opere letterarie del futurismo saranno peraltro presenti in contemporanea anche presso la Biblioteca Manfrediana, che curerà una sezione specifica unendosi al progetto generale dell'iniziativa che comprenderà anche, nell'anno nuovo, due conferenze tematiche rispettivamente sulla ceramica e sulla letteratura futurista faentine, per cura dei Professori Enrico Crispolti dell'Università di Siena e Marco Bazzocchi dell'Università di Bologna.
L'omaggio a Riccardo Gatti è in assonanza con i fantasmi persistenti di Marinetti e di D'Annunzio: di essi, a darne una immagine per l'occasione tutta fantastica, sarà Luigi Ontani con un'opera originale che aprirà la mostra proiettandone il significato oltre la storia fino alla contemporaneità. Dell'artista, che da tempo beneficia il museo con il deposito di sue preziose opere, verrà posizionato nella sala a lui dedicata anche l'ormai famoso NapoleonCentAurOntano. Si tratta per entrambe le opere di lavori faentini realizzati nella bottega che fu di Riccardo Gatti e che, come il vecchio maestro, continua a solcare uno spazio di contemporaneità.

Orari: dal martedì al giovedì 9,30-13,30; dal venerdì alla domenica e festivi 9.30-17.30. Il museo è chiuso: 25 dicembre, 1 gennaio, tutti i lunedì.
Informazioni: info@micfaenza.org

invito.pdf (52,4 KB)

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Francesco Nonni xilografo - Pinacoteca Comunale

Pinacoteca Comunale - Faenza

11/12/2009 - 28/02/2010

Solo nei giorni: Sab Dom

La mostra, curata da Claudio Casadio e Stefano Dirani sono esposte una settantina di xilografie e numerosi documenti che illustrano l'intera attività svolta dall'artista faentino che in questo campo ebbe riconoscimenti a livello nazionale e internazionale.
 
Francesco Nonni, suggestionato dalle opere di poderosi incisori quali De Carolis Costetti, Spadin e Viner che proprio nel primo decennio del Novecento diffusero la xilografia con riviste e mostre, venne tentato da questa disciplina artistica mentre lavorava come intagliatore nella famosa Ebanisteria Casalini a Faenza. Era stato l'amico Domenico Baccarini nel 1902 a fargli conoscere per primo questa particolare tecnica. Sorprendentemente, e in brevissimo tempo, Nonni si affermò come un elegante fregiatore di libri, un adornatore della pagina, e un pioniere della rinascita della decorazione grafica applicata alla stampa con il solo ausilio di sgorbie e taglientissimi bulini che incidevano sulle tavolette di legno.
Nel 1906 incontrò Antonio Beltramelli per il quale iniziò una intensissima attività come illustratore e nello stesso anno partecipò alla Mostra Internazionale di Belle Arti di Milano. Nonni con le sue xilografie fu l'unico incisore su legno presente ed ebbe notevoli riconoscimenti dalla critica.
Nel 1908 partecipò alla Quadriennale d'Arte di Torino che ancora gli valsero il plauso di altri critici. Nonni, divenuto un nome ormai celebre e conteso, partecipò alle mostre italiane più importanti, dall'Esposizione Internazionale d'Arte di Venezia, alla prima Esposizione Internazionale d'Arte di Roma del 1914, e alle importanti esposizioni europee fino alla pausa forzata con il primo evento bellico mondiale.
Nel 1924 con la rivista "Xilografia", per conto dell'Editore Lega di Faenza, Nonni si propose di raccogliere attorno a sé tutti i migliori xilografi italiani. La rivista uscì mensilmente per due anni consecutivi (1924-1925) presentando dieci xilografie ogni mese e nel 1926 venne pubblicata trimestralmente. L'ultimo fascicolo della rassegna porta trenta xilografie pregevolissime.
Dal 1920 al 1930 Nonni divenne un interprete raffinato dello stile Decò ottenendo continui successi nelle varie esposizioni nazionali e internazionali. Nel 1927 partecipò alla Esposizione Internazionale d'Arte Decorativa di Monza organizzando anche la mostra per la sezione romagnola; le sue xilografie vennero acquistate dalle maggiori gallerie italiane ed estere, poiché era ormai riconosciuto tra i migliori incisori e illustratori italiani.

La mostra rimarrà aperta dall'11 dicembre al 28 febbraio, visitabile negli orari di apertura della Pinacoteca faentina (sabato e domenica dalle 10.00 alle 18.00)

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JURGEN CZASCHKA. BIFFANDO L'ASSOLUTO - Museo Civico delle Cappuccine

Museo Civico delle Cappuccine - Bagnacavallo

12/12/2009 - 28/02/2010

Unanimemente riconosciuto come uno dei più straordinari incisori, viventi, nell'arte del bulino, nel 2002 il viennese Jürgen Czaschka decide di interrompere la sua produzione incisoria e, nel 2007, di donare l'intero corpus al Gabinetto delle Stampe di Bagnacavallo (si tratta di circa trecentocinquanta incisioni, la quasi totalità delle matrici e la serie di libri manoscritti e incisi de Il bulino).
L'imponente collezione, corteggiata sia dalla Biblioteca Nazionale di Vienna che da istituzioni artistiche in Germania e Austria, va così ad arricchire il Gabinetto delle Stampe di Bagnacavallo, luogo prezioso della memoria calcografica contemporanea che Czaschka ha imparato a conoscere e apprezzare attraverso Umberto Giovannini, incisore e storico dell'incisione, che l'artista ha voluto come curatore della mostra e del catalogo.
Da sabato 12 dicembre 2009 alle ore 17 - al Museo delle Cappuccine di Bagnacavallo -, sarà possibile ammirare oltre 130 opere, tra le più rappresentative del percorso artistico di Jürgen Czaschka. Dalle tavole politiche e sociali degli anni Settanta al viaggio sui grandi temi classici: la sua visione dell'Odissea è considerata una delle vette della grafica del Novecento; memorabile poi la serie ispirata al Don Giovanni di Mozart, radicalmente innovativa, fino alle ultime opere dedicate a Francesco d'Assisi, dove la sacralità pare raggiungere il suo apice proprio in virtù del pensiero laico di Czaschka, animo libero da tentazioni apologetiche.
In mostra anche le edizioni de Il bulino, collana editoriale inventata da Czaschka: sono libri con incisioni originali e testi calligrafati da lui stesso in pochissime copie. Mirabile esempio di tenacia nella conquista della bellezza. Una sezione didattica, sulle tecniche utilizzate da Czaschka, che si sviluppa in un percorso attraverso i suoi strumenti, le sue matrici, le prove di stampa, completa doverosamente il viaggio espositivo sull'opera di Jürgen Czaschka. La mostra rimarrà aperta dal 12 dicembre 2009 al 28 febbraio 2010.

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Francesco Verlicchi e Raoul Vistoli: giorni d'arte e d'amicizia - Museo Civico San Rocco

Museo Civico San Rocco - Fusignano

09/02/2010 - 14/02/2010

Solo nei giorni: Sab Dom

E' stata prorogata fino al 14 febbraio la mostra "Francesceo Verlicchi e Raoul Vistoli: giorni d'arte e d'amicizi"a dedicata a due grandi artisti romagnoli. 
Francesco Verlicchi e Raoul Vistoli, pittore di fama in Romagna il primo, scultore acclamato il secondo. Amici per tutta la vita, nati entrambi a Fusignano nel 1915 si avvicinarono all'arte insieme, da ragazzini,  grazie alla Scuola comunale di Disegno diretta da Giulio Avveduti  e per tutta l'età giovanile percorsero strade comuni e  di grande intensità come testimoniato da questa esposizione. Dalle raccolte pubbliche fusignanesi è possibile scoprire  un intreccio artistico sorprendente che definisce più da vicino questo omaggio espositivo e questa grande amicizia. Tra le opere  visibili figurano alcune preziose sculture del  patrimonio donato dagli eredi di Raoul Vistoli al Museo sua città natale e due  inedite  opere di collezionisti locali.
Francesco Verlicchi viene presentato in questa mostra con le maggiori opere del patrimonio di proprietà pubblica  della comunità fusignanese e con alcune opere di grande interesse come "L'eccidio di Conselice" il grande lavoro dipinto nel 1948 per ricordare la tragica rivolta delle mondine conselicesi oggi di proprietà della Camera del Lavoro di Ravenna ed un'opera inedita, e mai esposta in precedenza: "San Rocco" il  lavoro preparatorio destinato  alla Chiesa dell' Ospedale San Rocco di Fusignano ed oggi nella Collezione Venturi.
Tra le molte sculture della Collezione Vistoli, alcune delle quali mai esposte prima, figurano in sala alcuni elementi e suppellettili di lavoro provenienti dallo studio romano del celebre scultore, come una piccola ricostruzione del mondo artistico nel quale operò per tantissimi anni. La Mostra è curata da Lino Costa e Paolo Trioschi e sarà visitabile, fino al 14 Febbraio. ogni sabato, domenica e festivi dalle ore 15,00 alle 18,00. Info: urp 0545.955653. www.comune.fusignano,ra.it. Ingresso libero.

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