Eventi del giorno 13/10/2011

San Francesco...oltre il convento - Museo Civico delle Cappuccine

Museo Civico delle Cappuccine - Bagnacavallo

24/09/2011 - 20/11/2011

Solo nei giorni: Mar Mer Gio Ven Sab Dom

Testimonianze di arte e storia tra soppressioni e ricostruzioni.
Mostra a cura di P. Carroli, D. Galizzi, C. Polgrossi

Bagnacavallo 1780 circa. La nuova struttura conventuale di San Francesco, riedificata dopo il terremoto del 1688, poteva dirsi pressocché completata. Si poteva così iniziare la lunga impresa decorativa dei suoi ambienti disposti intorno all'immenso chiostro interno. Ma questi sforzi urono vanificati da un evento che segnò indelebilmente il destino del monastero. Nel 1796 le truppe napoleoniche irruppero in Romagna e, due anni dopo, il convento fu soppresso.
La mostra documenta il più travagliato periodo storico del convento di San Francesco, caratterizzato dal veloce avvicendarsi di vita religiosa, presidio militare ed usi civili. In esposizione, oltre a mappe e documenti d'archivio, verranno per la prima volta mostrati alcuni cicli di affreschi strappati riferibili a questo periodo storico.

Orari: da martedì a domenica 10.00-12.00 e 15.00-18.00

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MANDRAGORA - Museo Internazionale delle Ceramiche

Museo Internazionale delle Ceramiche - Faenza

08/10/2011 - 06/11/2011

Solo nei giorni: Mar Mer Gio Ven Sab Dom

Il MIC ospita Mandragora, la mostra a cura di Marianna Liosi e Alessandra Saviotti, in cui saranno coinvolti tre tra i più interessanti artisti italiani: Meris Angioletti, Riccardo Benassi e Francesca Grilli, già affermati nel panorama dell'art system internazionale.

Mandragora nasce dall'idea di entrare all'interno di un percorso espositivo tradizionale e istituzionale, fatto di storia, di matericità e fortemente legato al territorio. Si propone, da una parte, di rileggere la collezione permanente con uno sguardo nuovo, e si ispira ad una sezione specifica, quella dei vasi da farmacia, per la creazione di un percorso tematico.
Dall'altro lato, la mostra tende alla costruzione di un ponte tra l'antico e il contemporaneo, dal punto di vista concettuale, di tecniche artistiche e di codici.
Sono le decorazioni degli albarelli che hanno ispirato il progetto espositivo: quelle a tema vegetale e religioso.
Traendo ispirazione, dunque, dall'ambiguo intreccio tra scienza-religione-magia, il fulcro tematico attorno a cui ruota la mostra è la con-fusione e la commistione tra gli ambiti. Il dualismo su cui riflettono gli artisti coinvolti è come la componente razionale, tangibile, dimostrabile interseca la sfera dell'inspiegabile, occulto e irrazionale. Fondamentale elemento d'unione tra le due sfere diventa dunque l'individuo, il quale funge da tramite sul piano interpretativo. Il titolo stesso della mostra richiama alla suddetta dicotomia: la mandragora è simbolo dell'eterno intreccio tra bene e male, vita e morte, rimedio e veleno.

Il catalogo, in vendita presso il bookshop del museo e prossimamente anche presso le librerie è stato realizzato, invece, grazie al sostegno di Aboca Museum di Sansepolcro (Arezzo).

La mostra resterà aperta dall'8 ottobre al 6 novembre e osserverà i seguenti orari: dal martedì al venerdì 10,00-13,30; sabato, domenica e festivi 10,00-17,30

invito_mandragora_web.pdf (632,7 KB)

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PABLO ECHAURREN. Lasciare il segno (1969-2011) - Museo d'Arte della Città

Museo d'Arte della Città - Ravenna

09/10/2011 - 11/12/2011

Solo nei giorni: Mar Mer Gio Ven Sab Dom

La mostra Pablo Echaurren. Lasciare il segno ( 1969-2011) presso il MAR di Ravenna, dal 9 ottobre all'11 dicembre 2011, ricostruisce l'intero arco dell'attività dell'artista, documentando anche passaggi e momenti finora meno noti, attraverso un percorso non diacronico, allestito per blocchi tematici e cicli.
L'itinerario della mostra prende le mosse con le recenti ceramiche della serie Baroque'n'Roll e prosegue con le opere d'esordio, gli smalti e "quadratini" che fecero entrare l'artista appena diciottenne nella scuderia della galleria Schwarz; le Decomposizioni floreali ottenute con matite e pigmenti su carta (1971); le illustrazioni e i fumetti con le tavole della Vita disegnata di Dino Campana (1994); i collage, dagli assemblaggi di cartoons, manifesti e carte futuriste d'epoca, alle composizioni sulla musica rock. A seguire, l'itinerario si svolge attraverso le tarsie di stoffe imbottite, i poster, per giungere alle opere recenti con le tele dedicate alla natura, a Roma, ma anche a Ravenna, e si conclude con la serie di acrilici e carte degli anni Ottanta-Novanta, in cui spicca un ciclo di lavori inediti realizzati nel 1989, ispirati al muro di Berlino.

Ingresso: mostra + Pinacoteca intero €3, ridotto €2

Orari di apertura:
martedì, giovedì e venerdì: 9.00-13.30 / 15.00-18.00
mercoledì e sabato: 9.00-13.30
domenica 15.00-18.00
lunedì: chiuso

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Conferenza: GIORGIO VASARI, pittore , architetto e storico dell'arte - Museo d'Arte della Città

Museo d'Arte della Città - Ravenna

13/10/2011

Alle numerose iniziative che hanno preso il via a Firenze, Pisa e Arezzo per celebrare la nascita di Giorgio Vasari, si aggiunge l'omaggio di Ravenna, che nella Pinacoteca del MAR conserva una grande tavola dell'artista aretino che fu pittore, architetto e storico dell'arte.

Introdotto dal direttore Claudio Spadoni - giovedì 13 ottobre, alle ore 16, nella sala multimediale del Museo d'arte della Città - Michele Loffredo, direttore della Casa Museo Vasari di Arezzo, ripercorrerà le tappe salienti della vita e della copiosa attività dell' artista, proponendo, in un percorso virtuale, anche la visita alla decorazione della casa di Arezzo realizzata tra il 1542 e il 1548.

Personaggio tra i più eclettici del Rinascimento italiano, Vasari è il maggior esponente della storiografia artistica cinquecentesca, autore di un trattato intitolato Le vite de' più eccellenti pittori, scultori e architetti italiani da Cimabue insino a' tempi nostri ( I ed. 1550, II ed. 1568) che ancor oggi è un punto di riferimento per gli studiosi.

L'opera, intitolata Compianto su Cristo deposto dalla croce - che sarà illustrata dal conservatore Nadia Ceroni - fu eseguita dall'artista, che soggiornò a Ravenna in più occasioni, nel 1548 per il monastero di Classe.

La composizione ravennate riscosse notevole successo nell'ambiente romagnolo, che ne trasse nuovi stimoli e incentivi per liberarsi dalla diffusa temperie di un raffaellismo imperante: i faentini Marco Marchetti e Niccolò Paganelli, il forlivese Francesco Menzocchi e il ravennate Luca Longhi non rimasero estranei all'influsso vasariano.

Approdata alla Galleria dell'Accademia di Belle Arti nel 1829, la tavola entrò poi a far parte del patrimonio artistico della Pinacoteca.

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