Eventi del giorno 12/6/2009
L'artista viaggiatore. Da Gauguin a Klee, da Matisse a Ontani - Museo d'Arte della Città
Museo d'Arte della Città - Ravenna
22/02/2009 - 21/06/2009
Solo nei giorni: Mar Mer Gio Ven Sab Dom

Il progetto di mostra dedicato a L'artista viaggiatore, curato da Claudio Spadoni e Tulliola Sparagni e promosso dal Comune di Ravenna, in programma al Mar dal 22 febbraio al 21 giugno 2009, intende presentare i percorsi di alcuni dei più significativi artisti che, affascinati dal mito dell'esotico, hanno viaggiato e vissuto fuori dall'Europa. C'è chi s'entusiasma per le sere tunisine di "una bellezza indescrivibile" (P. Klee), e chi ricordando il mare polinesiano sospira per i "grigi verde giada" delle lagune, per le "eleganti palme" e le "bande di pesci blu, gialli, zebrati di nero" (H. Matisse), trasformando poi lo snorkeling in una fonte d'immagini, e c'è anche chi deprecando il colonialismo, rievoca gli sguardi ostili come di "pantere o leopardi" (E. Nolde) degli indigeni che il bianco l'avrebbero tranquillamente ucciso se avessero potuto e magari mangiato, visto che la zona era nota per il cannibalismo. Nostalgia, desiderio, paura, felicità; quanti sentimenti hanno ispirato ed ancora ispirano quei paesi lontani che tanta letteratura, da Salgari a Chatwin ci hanno avvicinato. Anche gli artisti hanno portato a noi i ricordi, le esperienze e le emozioni dei loro viaggi. Come l'esploratore, da quelli letterari come Ulisse a quelli reali come Marco Polo, James Cook, Jacques Cousteau, anche l'artista partecipa alla mitologia del grande viaggiatore. La mostra vuole così evocare le atmosfere di quattro continenti, Africa, Asia, America Latina e Oceania, attraverso gli occhi degli artisti europei, interessati ora agli splendidi panorami, dai deserti alle barriere coralline, ora alle popolazioni locali e ai loro costumi, ora alla magia dell'architettura orientale.
Il "viaggio" espositivo passa quindi attraverso due movimenti artistici fondamentali per l'arte europea tra Ottocento e Novecento: l'orientalismo e il primitivismo. Inaugurato in Francia, introdotto successivamente in Italia nella seconda metà dell'ottocento, l'orientalismo si afferma al punto da stimolare un'intensa produzione artistica e letteraria, popolata da harem sensuali e serragli d'animali feroci. É però sul finire del XIX secolo, con Gauguin e gli artisti da lui influenzati che il mito dell'esotico si diffonde definitivamente e lo sguardo dell'uomo europeo diventa fatto creativo ed estetico: la vita e l'arte di popoli lontani, i panorami inconsueti, i corpi e i colori di terre distanti dalla geografia culturale dell'Occidente innestano una svolta decisiva nell'arte europea. Introdotto da modelli storici di galeoni, antiche carte geografiche e mappamondi, il percorso inizia dal realismo ottocentesco di Caffi, Ussi, Pasini e Guastalla, le cui opere raccontano e documentano i loro viaggi al seguito di spedizioni diplomatiche nel Medio Oriente e nel Mediterraneo.
Si passa poi attraverso il post-impressionismo di alcuni dei maggiori artisti europei, tra cui Gauguin e le sue suggestioni polinesiane, per giungere all'espressionismo dei tedeschi Nolde e Pechstein e del francese Matisse, in Oceania nel primo decennio del '900. Parallelamente, il Nord Africa suscita l'interesse di artisti come Klee, Macke, Moilliet, a Tunisi nel 1914 e poi ad Hammamet alla ricerca delle potenzialità della luce e del colore; così Kokoschka, in Egitto negli anni '20, e Dubuffet, con i suoi deserti algerini degli anni '50. Protagonisti dell'Informale come Tobey e Mathieu, con le loro derivazioni dal calligrafismo giapponese, ci conducono al continente asiatico, meta condivisa, pur nella diversità dei paesi prescelti e delle esperienze esistenziali ed estetiche, anche da artisti viaggiatori contemporanei come Mondino, Boetti e Ontani.
L'esposizione è arricchita da reportage fotografici storici e da sculture, maschere, oggetti rituali ed etnografici dei luoghi evocati, provenienti dal Museo Nazionale Preistorico ed Etnografico "Luigi Pigorini" di Roma.
La scelta di un tema come quello del viaggio sottolinea la millenaria vocazione di Ravenna: una città dove, ancora oggi, "un'antica vita si screzia in una dolce ansietà d'Oriente", come scriveva Eugenio Montale in "Dora Markus".
Il catalogo, edito da Silvana Editoriale sarà corredato da saggi di Gualtiero Harrison, Tulliola Sparagni, Claudio Spadoni, Marco Antonio Bazzocchi, Norbert Nobis, Anita Beloubeck-Hammer, Jorg Zutter.
Franco Gentilini. Anni faentini 1925-1932 - Pinacoteca Comunale
Pinacoteca Comunale - Faenza
03/04/2009 - 28/06/2009

Venerdì 3 aprile alle ore 18,30 presso la Sala assemblee della Banca di Romagna a Faenza verrà inaugurata la mostra Franco Gentilini. Anni faentini 1925-1932 alla presenza di Pietro Baccarini (Presidente Banca di Romagna), Claudio Casadio (Sindaco di Faenza), Giuseppe Appella (Storico dell'arte), Luciana Gentilini (Archivio Franco Gentilini), Claudio Casadio (Direttore Pinacoteca Faenza).
La mostra, ospitata nelle sedi della Banca di Romagna, in Corso Garibaldi 1, e presso la Pinacoteca, in via S. Maria dell'Angelo 9, resterà aperta fino al 28 giugno 2009. La mostra è aperta da sabato 4 aprile a domenica 28 giugno 2009 nelle due sedi della Banca di Romagna in corso Garibaldi 1 e della Pinacoteca Comunale in via Santa Maria dell'Angelo 9.
Nei locali di Banca di Romagna la mostra sarà visibile da lunedì 6 aprile a venerdì 15 maggio 2009 dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle 13 e dalle 15 alle 16.
Nella Pinacoteca Comunale gli orari di apertura sono, in aprile e maggio, il sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 18 e, in giugno, il sabato e domenica dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 19.
Da sabato 23 maggio a domenica 28 giugno tutte le opere della mostra saranno visibili nei locali della Pinacoteca Comunale.
L'apertura della Pinacoteca è prevista anche nelle giornate festive del lunedì 13 aprile, venerdì 1 maggio, martedì 2 giugno. Ingresso gratuito. Dal martedì al venerdì sono possibili le visite su prenotazione (tel. 0546 660799, infoçpinacotecafaenza.it) e a pagamento in offerta di € 30 per gruppi minimi di sei persone.
E' appena ventiduenne il giovane Gentilini che nel 1932 lascia definitivamente Faenza per Roma. Nella sua città natale ha imparato a dipingere frequentando la scuola comunale di disegno, dove si diploma nel 1925, e ha fatto apprendistato in due botteghe ceramiche, vivendo non solo una gran passione per il disegno ma dimostrando già il suo talento, riconosciuto ad esempio da Giuseppe Golfieri che era arrivato a possedere 35 suoi dipinti, e coltivando con continuo esercizio e costante pratica le sue capacità. E' artista che riprende la tradizione verista e realista dell'Ottocento nel solco della tradizione classica delle grandi opere rinascimentali sapendo cogliere però le novità dell'epoca, in un documento dell'archivio della Pinacoteca riconosce ad esempio il suo debito verso Degas, impastando le proprie composizioni con le tonalità prese dalla pittura emiliana e da Giovanni Romagnoli in particolare. Nella mostra che la Pinacoteca e Banca di Romagna gli dedicano nel centenario della nascita, in collaborazione con l'archivio Franco Gentilini di Roma, è documentata l'attività svolta dal grande artista faentino nel suo periodo di formazione. Sono più di trenta i dipinti presentati e documentano, con i ritratti, le nature morte, i paesaggi e le scene con ballerine, tutti i soggetti preferiti del periodo. Oltre alla pittura vi sono anche numerosi disegni, due sculture e opere in ceramica. Altre tracce del suo lavoro a Faenza sono nelle sale del Cinema Italia, nel salone della Banca di Romagna e in varie altre case signorili dove collaborò alle decorazioni murali.
Nato a Faenza il 4 agosto 1909 Franco Gentilini ha frequentato la Scuola Comunale di Disegno Tommaso Minardi ed è stato apprendista nelle botteghe di ceramica di Pietro Melandri e di Mario Ortolani. Nel 1932, dopo i primi viaggi a Roma e Parigi e la prima partecipazione alla Biennale di Venezia del 1930, si trasferisce definitivamente a Roma. Partecipa regolarmente alle Biennali di Venezia, fino ad avere una sala personale nel 1958 e nel 1966, alle Quadriennali romane e dal dopoguerra espone in numerosissime mostre anche all'estero a partire dalle due personali parigine del 1950 e 1953. Ha una intensa attività anche come illustratore e incisore. Ottiene premi e riconoscimenti di grande prestigio tra cui la nomina ad accademico di San Luca nel 1968 e l'associazione all'Accademia Reale delle Scienze, Lettere e Belle Arti del Belgio nel 1977. Muore a Roma il 5 aprile 1981.
Scrivere con gusto. Autori e cucina delle case museo della Romagna - Il Cardello
Il Cardello - Casola Valsenio
29/05/2009 - 24/10/2009
Un intrigante viaggio fra i prodotti, i sapori, i piatti della cucina di Romagna, visti attraverso le parole, le immagini, le sensazioni dei suoi scrittori più significativi.E' questa l'originale proposta che le "Case museo dei poeti e degli scrittori di Romagna" presentano in un ciclo di incontri dal titolo "Scrivere con gusto. Autori e cucina delle case museo della Romagna" (maggio - ottobre 2009).
Nell'estate del 2008 è stata avviata la collaborazione fra questi istituti culturali che conservano le memorie di alcuni dei più illustri autori romagnoli: collaborazione che ha portato alla realizzazione del CD interattivo «La casa sa ch'io sono uno scrittore». Le case museo dei poeti e degli scrittori di Romagna", curato da Dante Bolognesi (direttore di Casa Oriani) e Manuela Ricci (direttrice di Casa Moretti).
Si parla tanto di identità, da noi come altrove, al punto che ogni paese, a nord come a sud della via Emilia, ne rivendica legittimamente una propria. La Romagna è quella che è per mille ragioni, come ogni altra parte d'Italia. Tra queste ragioni vi sono i suoi scrittori, che l'hanno cantata, interpretata, giudicata, anche severamente, talvolta. E anche questo spiega la particolare ricchezza di suggestione e di valori simbolici delle case museo degli scrittori, di questi luoghi della memoria in cui i suoi figli più creativi hanno visto la luce, o sono vissuti, hanno scritto le loro opere, hanno chiuso per sempre gli occhi.
Altre ragioni di questa (come di ogni altra) identità regionale vanno cercate nelle tradizioni alimentari, anch'esse estremamente variegate nel nostro Paese, specchio di un'esperienza storica dominata a lungo dal particolarismo e dalla divisione politica.
Come queste diversi aspetti dell'identità romagnola siano intrecciati è il tema unitario del ciclo di incontri, in cui si alterneranno conversazioni da parte di affermati studiosi, letture, degustazioni.
Si sono svolti a Bellaria e a Cesenatico i primi appuntamenti dedicati a Panzini e Moretti. Seguiranno nelle settimane prossime quelli dedicati a Vincenzo Monti, Renato Serra, Alfredo Oriani, Giovanni Pascoli.
Fanno parte del Comitato di Coordinamento delle Case museo dei poeti e degli scrittori di Romagna i seguenti istituti: Casa Pellegrino Artusi (Forlimpopoli), Casa Vincenzo Monti (Alfonsine), Casa Giovanni Pascoli (San Mauro Pascoli), Casa Alfredo Panzini (Bellaria), Casa Marino Moretti (Cesenatico), Casa Alfredo Oriani - Il Cardello (Casola Valsenio), Casa Renato Serra (Cesena), Casa Aurelio Saffi (Forlì).

