INAUGURATA LA SEZIONE ITALIA NOVECENTO

Museo Internazionale delle Ceramiche - Faenza

Oltre 900 le nuove opere di maestri ceramisti italiani in mostra

In una folta cornice di pubblico, è stata inaugurata il 13 marzo la Sezione Italia Novecento, una nuova e vasta ala della struttura museale, di circa 2000 metri quadrati, che ospita oltre novecento ceramiche d'arte frutto di una selezione fra le raccolte del Museo, che, solo relativamente al secolo scorso, vantano oltre 10.000 opere. In questa sezione è possibile ammirare un ampio spettro di quanto realizzato da ceramisti e da artisti: dagli splendori Art Nouveau di Galileo Chini fino alle perfezioni esecutive di Bertozzi e Casoni e di Luigi Ontani degli anni Duemila, A raccontare gli sviluppi di questa arte sono, tra le altre, le opere di Arturo Martini, Gio Ponti, Tullio D'Albissola, Angelo Biancini, Nanni Valentini, Lucio Fontana, Carlo Zauli. Una novità è costituita dalla presenza di opere pittoriche e scultoree relativamente a quegli artisti che, pur dedicandosi alla ceramica, hanno raggiunto riconoscibilità e affermazione con altri mezzi espressivi. Un modo per sottolineare quei rapporti che la ceramica ha tessuto con i più generali movimenti dell'arte tout court e in cui è oggi inserita a pieno titolo. Una forma espressiva che, grazie a figure come Leoncillo, Lucio Fontana, Salvatore Fancello, Arturo Martini, Agenore Fabbri e Nanni Valentini, è riuscita a superare un ambito di 'arte minore' o 'decorativa' in cui era tradizionalmente relegata per conquistare un ruolo di pari dignità con le altre arti. Nel XX secolo si sono infatti dedicati alla ceramica artisti come Galileo Chini, Alfredo Biagini e Angelo Biancini fino a Giosetta Fioroni, Ugo Nespolo e Giacinto Cerone; architetti come Gio Ponti e Guido Andlovitz fino a Ettore Sottsass; pittori come Aligi Sassu e Tono Zancanaro fino a Enrico Baj; scultori come Fausto Melotti e Alberto Burri. Ovviamente la sezione getta uno sguardo attento anche a Faenza e al suo rapporto con la ceramica. Dopo la crisi di fine Ottocento anche Faenza recepisce gli stimoli dell'Art Nouveau con le nuove produzioni delle Fabbriche Riunite di Ceramiche e Fabbrica dei Fratelli Minardi con Domenico Baccarini e Achille Calzi. Soprattutto nel periodo tra le due guerre si assiste a un rifiorire di botteghe e di una attività artistica che è, ben presto, oggetto dell'attenzione nazionale. Pietro Melandri, Francesco Nonni, Riccardo Gatti, Mario Ortolani, Mario Morelli, Anselmo Bucci e Domenico Rambelli sono solo alcuni dei protagonisti di questa felice stagione. Nell'immediato dopoguerra è soprattutto Angelo Biancini a esprimere un magistero scultoreo che troverà ulteriori esiti in Carlo Zauli. Alfonso Leoni, introduce grandi elementi di novità e di rottura mentre il riferimento alla storia di Gianna Boschi verrà recepita negli anni Ottanta da una nuova generazione di artisti quali Aldo Rontini, Nedo Merendi e Alberto Mingotti.

[17/03/2010]

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